Sardegna

Maltempo e campi allagati, agricoltori sardi: “A rischio fondi Ue” – Cagliaripad.it

Le piogge incessanti che da settimane stanno colpendo la Sardegna rischiano di trasformare una crisi agricola già pesantissima in un problema anche amministrativo e comunitario, con la possibilità che molte aziende siano costrette a restituire parte dei finanziamenti europei ricevuti attraverso la Politica agricola comune.

A lanciare l’allarme è il presidente di Confagricoltura Cagliari, Alessandro Abis, che chiede un intervento urgente della Regione per avviare un confronto con Bruxelles e spiegare come le condizioni meteo eccezionali abbiano impedito agli agricoltori di rispettare gli impegni previsti dalla misura della Difesa del suolo.

Secondo Abis, il problema nasce dal fatto che le campagne risultano ancora sommerse o rese impraticabili dal fango. “Con le campagne ancora sommerse e inzuppate d’acqua, oltre ad aver registrato gravi perdite causate dall’asfissia radicale delle colture e dall’impossibilità di poter entrare nei campi per raccogliere il poco prodotto non ancora andato a male, non siamo neanche riusciti a portare a termine le semine per la prossima stagione primaverile ed estiva”.

Il blocco delle lavorazioni sta infatti compromettendo la rotazione colturale, elemento centrale degli impegni richiesti dalla Pac. Abis evidenzia che questo potrebbe avere effetti devastanti soprattutto sulla produzione cerealicola e sul rispetto del ciclo temporale previsto dalla misura, che deve essere garantito in un arco di sei anni.

Il timore è che, oltre alle perdite economiche legate alla mancata produzione, si apra uno scenario ancora più grave sul piano burocratico e finanziario. “Oltre al danno causato dalla mancata produzione rischiamo perciò di incorrere in un’infrazione comunitaria che porterebbe la Commissione europea a richiedere agli agricoltori la restituzione dei finanziamenti già erogati (ora siamo al quinto anno del provvedimento), per non aver rispettato il ciclo temporale dell’impegno”.

Le criticità maggiori, secondo Confagricoltura, si registrano nelle pianure del Sud Sardegna, in particolare nell’area che dal Medio Campidano arriva fino alle porte di Cagliari. Tuttavia, situazioni analoghe vengono segnalate anche in altre zone dell’Isola: dalla Nurra al Logudoro, dalle Baronie all’Oristanese, fino al Sulcis e alla fascia costiera dell’Ogliastra.

Per questo motivo Abis chiede un incontro urgente. “In questo quadro gravissimo in cui versa il comparto isolano si rende indispensabile convocare un incontro con l’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus, e con i vertici delle agenzie agricole regionali, così da programmare in tempi rapidi un’azione politica di mediazione tra la Regione e la Commissione europea”, ha concluso.

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