Pesanti molestie sulla nipotina di 6 anni, condannato il maniaco

I primi toccamenti proibiti erano iniziati nel 2014 quando la vittima, una piccola di appena 6 anni, era diventata l’oggetto morboso del prozio che, per due anni, aveva continuato ad abusare di lei. Solo nel 2022 la piccola aveva trovato il coraggio di aprirsi con un’educatrice per raccontare quello a cui era stata sottoposta da piccola e, in un secondo momento, si era confidata anche con la madre. In particolare la vittima le aveva raccontato come il parente, all’epoca poco più che 60enne, avesse allungato le mani sul suo corpo con la scusa di giocare sul letto e la donna era corsa dai carabinieri per sporgere denuncia. Era così partita un’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, che aveva portato la piccola ad essere sottoposta ad un incidente probatorio davanti al gip.
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La bambina aveva quindi ripercorso quei due anni infernali durante i quali il parente aveva approfittato di lei raccontando, allo stesso tempo, particolari agghiaccianti aggiungendo poi che, a un certo punto, capendo che c’era qualcosa di sbagliato nei toccamenti dell’uomo aveva fatto di tutto per allontanarsi e non rimanere più sola con lui. Ricordi che erano stati ritenuti credibili dal giudice che aveva quindi disposto il rinvio a giudizio per l’uomo difeso dall’avvocato Cinzia Bonfantini con la madre della vittima che si era costituita parte civile con l’avvocato Mattia Lancini. Appena il 60enne aveva scoperto di essere stato denunciato, l’uomo aveva aggredito la madre della bambina con un coltello. Per quell’episodio era stato condannato in via definitiva per atti persecutori e lesioni aggravate.
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Nel corso del procedimento la minore è stata sentita nel 2023 in sede di incidente probatorio, previo accertamento tecnico sulla capacità testimoniale, che ne ha attestato la piena idoneità a rendere dichiarazioni attendibili. Durante il dibattimento sono stati ascoltati numerosi testimoni, anche tecnici, alcuni dei quali hanno riconosciuto in capo alla minore un disturbo post traumatico da stress compatibile con i fatti narrati. Per il processo di abusi sessuali sulla minorenne il pubblico ministero aveva chiesto una pena di 13 anni di reclusione ma il collegio, presieduto dal giudice Fiorella Casadei, ha condannato con una sentenza di 7 anni e 3 mesi oltre a un risarcimento complessivo di 80mila euro, di cui 50mila in favore della minore e 30mila complessivamente in favore dei genitori. “In attesa del deposito delle motivazioni – ha commentato l’avvocato Mattia Lancini – la sentenza odierna rappresenta un importante riconoscimento giudiziario del percorso di verità intrapreso dalla giovane vittima e un segnale significativo nella tutela dei minori rispetto a reati di estrema gravità”.
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