Marche

Operaio muore investito, choc sulla Montelabbatese. Andava al lavoro in bicicletta alle 5.30 quando un’auto lo ha travolto


PESARO L’arrivo delle prime luci del mattino era ancora lontano, ma il turno di lavoro di un operaio 48enne sarebbe iniziato a breve e quindi, nel freddo del mattino che precede l’alba, è salito sulla sua bicicletta sulla strada Montelabbatese per raggiungere la fabbrica in cui lavorava. Nel mezzo del buio però, all’improvviso, all’altezza della rotatoria delle Matite, nel territorio di Montelabbate, un’Audi che proveniva dall’entroterra e diretta verso Pesaro lo ha investito, uccidendolo sul colpo. 

La paura

Nell’oscurità, l’automobilista, un uomo di 50 anni residente nell’entroterra, non si è accorto del ciclista che stava pedalando lungo la Strada delle Regioni e lo ha tamponato, scaraventandolo a terra senza lasciargli scampo. È stato quindi dato subito l’ allarme e sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118, ma quando i sanitari hanno cercato di rianimarlo, per l’operaio residente a Montelabbate e di origini srilankesi, Kavinda Harshana Jayasinghe Arachchige, non c’era più nulla da fare. Le dinamiche più dettagliate verranno fuori dopo la fine della fase di accertamento dei carabinieri del comando di Vallefoglia e della stazione locale di Montecchio, accorsi sul posto. Già di prima mattina, l’incidente mortale di ieri ha sconvolto tutta quanta la comunità, che lungo quella strada ha visto rimanere ferite o morire troppe persone. «Ogni volta che ci passo e vedo i ciclisti lungo la strada, ho il terrore che possa succedere qualcosa – commenta addolorato il sindaco di Montelabbate Roberto Rossi – non solo lungo le rotonde, ma anche sul ponte». Chi percorre quell’asfalto tutti i giorni lo sa: sono tanti gli operai di origine straniera che si spostano verso la zona industriale prima che il sole sorga alto. «Io faccio quella strada tutte le mattine alle 5.30, quando è ancora buio – commenta un residente – e purtroppo quei ciclisti girano le luci, sia davanti che dietro ed difficilissimo notarli. Dovrebbero mettere almeno un giubbotto catarifrangente». Ma c’è anche chi punta il dito contro gli automobilisti: «Purtroppo quella è una strada dove in tanti corrono e non sono prudenti, lo so perché la faccio tutti i giorni. Dovrebbe essere anche vietato fare attraversamenti pedonali e persone in bici. Li non si vede niente» aggiunge un’altra residente.

I precedenti

Il tamponamento fatale si è verificato dove nei primi anni ’90 morì l’allora sindaco di Sant’Angelo in Lizzola Paolo Dionigi, a cui è stato intitolato anche la struttura sportiva PalaDionigi. Dopo quello schianto, si decise di realizzare l’attuale rotatoria. Evidentemente però non basta a rendere la strada delle Regioni un’arteria sicura.




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