Economia

L’oro torna a scendere. Geopolitica, dollaro e tassi Usa, perché si raffreddano le quotazioni

MILANO – Tornano a raffreddarsi le quotazioni dell’oro. Al culmine di un rally vertiginoso che ha portato il metallo giallo a sfiorare i 5600 dollari, ora le quotazioni, dall’inizio del mese le quotazioni sono in ripiegamento e ora stazionano sotto i 5000 dollari l’oncia.

La tregua geopolitica

A determinare i movimenti delle ultime settimane è un incrocio di diversi fattori. Tradizionalmente, come bene rifugio, l’oro si è sempre mosso “a specchio” rispetto alla percezione di elementi di rischio sui mercati, legati ad esempio a tensioni geopolitico. Maggiori i rischi in questo senso, maggiori le quotazioni del metallo prezioso. I colloqui in corso tra Usa e Iran in Oman, così come quelli tra Russia e Ucraina in Svizzera, oltre a un allentamento delle tensioni tra Stati Uniti ed Europa dopo lo scontro sulla Groenlandia a gennaio agiscono in questo senso.

Il risveglio del dollaro

Accanto a questi elementi si muovono però altri fattori. Innanzitutto un ritrovato rafforzamento del dollaro, che sta riguadagnando forza negli ultimi giorni. Essendo denominato in dollari, un irrobustimento del valore della divisa Usa rende più caro l’acquisto per chi non compra in valuta statunitense, raffreddando così la domanda e quindi i prezzi. Va detto comunque che il rafforzamento recente del dollaro arriva al culmine di una fase di grande debolezza, con il biglietto verde che ha perso sul dollaro quasi il 13% del proprio valore negli ultimi 12 mesi.

Le incognite sui tassi

A disorientare non poco il mercato hanno contribuito poi le indicazioni sulle possibili mosse della Fed in materia di tassi di interesse. La nomina a sorpresa di Kevin Warsh, che entrerà comunque in carica a maggio, ha orientato il mercato verso una possibile politica monetaria più restrittiva delle attese. Malgrado Trump chieda a gran voce da tempo un taglio dei tassi, Warsh è percepito come “falco” e quindi potrebbe invece non tradurre i desiderata della Casa Bianca in maniera così immediata. La prospettiva di tassi alti oltre a rafforzare il dollaro riduce l’opportunità e detenere oro, e quindi la domanda con effetto di riduzione dei prezzi, perché gli investitori possono essere orientati verso asset che – a differenza dell’oro – possono produrre rendimenti più elevati.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »