Friuli Venezia Giulia

Birra dell’anno 2026, ‘Antikorpo Brewing’ di Sgonico sul podio nazionale

17.02.2026 – 10.30 – Friuli Venezia Giulia, regione di poeti, pittori e… mastri birrai. C’è una fiera (e giovane) tradizione di piccoli birrifici a Trieste e nell’entroterra friulano che, specie dall’avvento della produzione ultra indie, ha saputo conquistarsi importanti fette di mercato. Pensiamo, nell’ambito triestino, a Birrificio Cittavecchia o a quello strano incrocio, a metà tra industriale e artificiale, che è la Theresianer.
Quest’eccellenza, distribuita tra provincia giuliana e friulana, è stata premiata alla XXI edizione di ‘Birra dell’Anno‘, il concorso organizzato da Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.
Il FVG si è infatti portato a casa otto riconoscimenti complessividue argenti, due bronzi e quattro menzioni. La premiazione si è svolta a Rimini, nell’ambito di Beer&Food Attraction, nel trentennale del movimento craft italiano e ha visto trionfare Birra dell’Eremo come birrificio dell’anno.

Il medagliere regionale include due argenti assegnati a Birra Garlatti Costa di Buja nella provincia di Udine per Iron Bridge nella categoria delle fermentazioni ibride di ispirazione tedesca o americana e ad Antikorpo Brewing di Sgonico nella provincia di Trieste per Jingle Rats 2 nella categoria delle birre con castagne, oltre a due bronzi conferiti a Wild Raccoon di Bordano nella provincia di Udine per ‘Ragioniere, batti?’ nella categoria Italian Pilsner e a Birrificio Basei di Latisana nella provincia di Udine per Basei nella medesima categoria delle fermentazioni ibride, con quattro menzioni che vanno a Wild Raccoon per Good Bye, Winter, a Birra Garlatti Costa per Opalita e Tutti Frutti e ad Antikorpo Brewing per Lucid Kaos.

“Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai – In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 – aggiunge – celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità”.

[z.s.]




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