Marche

il Comune di Ancona chiede i danni per i cittadini

ANCONA Contenzioso LongariniComune, tutto finito? Macché. La diatriba giudiziaria tra l’amministrazione e il costruttore morto nel settembre del 2020 si arricchisce di un ulteriore round in tribunale. Sarà di nuovo chiamata in causa la Corte d’Appello per decidere su un eventuale risarcimento chiesto dall’ente.

Un risarcimento che si riferisce ai danni e ai disagi subiti dai cittadini per le incompiute imputabili al fondatore della Adriatica Costruzioni, l’azienda incaricata nel 1979 di portare avanti il piano di ricostruzione della città. Lavori poi sospesi nel 1993 a causa delle vicende giudiziarie che travolsero Longarini. Un anno prima, da patron dell’Ancona calcio, aveva portato i biancorossi in Serie A per la prima volta nella loro storia.

Il ping pong

È stata la corte di Cassazione, con una sentenza arrivata lo scorso anno, ad accogliere il ricorso del Comune, fondato sulla richiesta di poter rappresentare i cittadini di fronte agli eredi di Longarini. La Corte romana, in pratica, ha riconosciuto la legittimità dell’amministrazione a richiedere, per conto della collettività, il risarcimento per la mancata fruizione delle opere pubbliche considerate strategiche per il capoluogo dorico. Danni di natura non patrimoniale, quindi, e relativi anche al rallentamento veicolare e, quindi, al maggior inquinamento causato dall’impossibilità di utilizzare le infrastrutture commissionate.

I conti

Le pretese per cui ora si apre uno spiraglio era state escluse dai giudici sia nella causa di primo che di secondo grado. Erano state inserite nel maxi procedimento, quello per cui nel 2017 all’amministrazione sono stati riconosciuti 8 milioni più interessi. Soldi già incassati e spesi dal Comune, che pretendeva inizialmente 366 milioni. Nello specifico, per quanto riguarda invece i danni subiti dalla città era stato fatto un conteggio di parte che si aggirava attorno ai 200 milioni. Una somma che dovrà essere rivalutata e negoziata nel nuovo giudizio che si appresta ad essere affrontato in sede civile davanti ai giudici di via Carducci.

Con una recente delibera, la giunta Silvetti (con il voto favorevole dell’assessora agli Affari Legali, l’avvocato Antonella Andreoli) ha autorizzato il legale interno Massimo Demetrio Sgrignuoli a rappresentare l’amministrazione in aula, insieme a un consulente che possa adeguare le perizie di stima. La Cassazione, inoltre, ha ritenuto il danno all’immagine troppo esiguo nelle valutazioni operate in primo e secondo grado.




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