Esposizione mediatica negativa che lascia un’ombra profonda sulla nostra cooperativa

Una nota diffusa per fare chiarezza sulla questione. A seguito della notizia sulla chiusura delle indagini nell’ambito del “caso fentanyl” per il quale la Procura di Perugia ha ipotizzato il concorso in favoreggiamento per tre operatori della cooperativa Borgorete il Cda dell’associazione ha deciso di diffondere una nota per fare il punto su quanto accaduto a seguito della diffusione della notizia.
La nota si apre con il riferimento alla vicenda di due anni fa: proprio sulla questione, la cooperativa rimarca il fatto che “a essere indagate sono tre persone, in merito all’obbligo o meno di rivelare informazioni sensibili relative gli utenti del proprio servizio”.
Due dei tre indagati sono “usciti dalla cooperativa, in momenti diversi e per motivi personali che nulla hanno a che fare con la vicenda in oggetto” spiegano, mentre per quanto riguarda la terza persona parlano di “una stimata coordinatrice di un settore della cooperativa” che avrebbe appreso “prima dai giornali che dagli atti ufficiali la propria posizione di indagata e saprà rappresentare nelle sedi opportune le proprie ragioni in modo efficace e accurato”. La cooperativa confida che il “percorso giudiziario faccia presto chiarezza”.
Nella nota viene specificato che Borgorete, come organizzazione, non è indagata e i suoi amministratori “non sono accusati di nulla”: per questo, parlando di una “esposizione mediatica negativa che lascia nella mente dei lettori un’ombra profonda associata all’intera cooperativa” replicano a quanto diffuso da alcuni media negli ultimi giorni.
Nel dettaglio, Borgorete ha ricordato l’impegno quotidiano messo dalla cooperativa a sostegno di “persone che vivono in strada, in condizioni di estrema povertà e con serie problematiche di dipendenze e salute mentale” affermando come il servizio sia “di titolarità della Usl Umbria 1 e gestito in appalto dalla cooperativa” ed è parte della “rete di prossimità e riduzione del danno che fanno riferimento al Ser.T perugino da 25 anni”.
Fra le principali attività che vedono impegnate la cooperativa ci sono “40 servizi e progetti che Borgorete gestisce con oltre 250 educatrici, psicologi, assistenti sociali, OSS, operatrici e operatori sociali in numerosi settori operativi come prima infanzia, minorenni, giovani, disabilità, scuola, salute mentale, inserimento lavorativo, dipendenze e housing” rivolgendosi a oltre “2600 beneficiari diretti e ai loro familiari” grazie a una fitta rete di relazioni giornaliere.
A conclusione della nota, un pensiero ai colleghi attivi in servizi similari: “Auspicando che non servano repliche e precisazioni analoghe in futuro, invitiamo colleghe e colleghi, sia della nostra cooperativa sociale che di tante realtà simili presenti nel territorio a non lasciarsi scoraggiare, continuando nella nostra azione silenziosa, attenti alla foresta che cresce piuttosto al rumore di un ramo che cade”.
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