Scienza e tecnologia

RAM e SSD, prezzi fuori controllo: i rincari record che colpiscono i PC

Negli ultimi mesi i prezzi della RAM hanno iniziato a muoversi in una direzione che non farà felici chi deve aggiornare o assemblare un PC. In superficie il mercato sembra ancora relativamente tranquillo, ma appena si allarga lo sguardo agli ultimi mesi il quadro diventa decisamente più teso.

Secondo le analisi citate da 3DCenter e TrendForce, il settore delle memorie sta entrando in una fase in cui la domanda, spinta in particolare dai data center per l’intelligenza artificiale, mette sotto pressione l’intera filiera. E gli effetti non riguardano solo la RAM, ma arrivano anche a SSD e NAND.

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RAM: stabilità apparente, rincari reali

L’analisi di 3DCenter sui prezzi della RAM in Germania mostra, nel brevissimo periodo, una situazione solo in parte preoccupante. Tra il 18 gennaio e il 1 febbraio 2026 i listini hanno registrato un aumento minimo, tanto da far pensare a una fase di relativa stabilità.

Se però si estende il confronto allo scorso luglio, il quadro cambia nettamente: in media i kit di memoria RAM risultano oggi più cari del 340%.

Un incremento di questa entità segnala che il mercato è già entrato in una fase di forte tensione sui prezzi, ben oltre la normale oscillazione stagionale.

Questa stabilità apparente delle ultime settimane, secondo gli analisti, non rappresenta un nuovo equilibrio ma solo una pausa temporanea prima di ulteriori rialzi.

DDR4, DDR5 e memorie per laptop: le stime di TrendForce

Le previsioni di TrendForce per il primo trimestre del 2026 non lasciano molto margine all’ottimismo. Per le RAM DDR4 e DDR5 destinate al mercato PC, l’istituto si aspetta una crescita dei prezzi tra il 105% e il 110% rispetto al quarto trimestre del 2025.

Un balzo di questa portata rientra tra i rincari più significativi degli ultimi anni nel settore delle DRAM, e arriva in una fase in cui molti produttori stanno puntando proprio sulle DDR5 come standard principale per le nuove piattaforme.

Neanche il comparto mobile resta fuori da questa dinamica. Per le memorie usate nei laptop, come LPDDR4X e LPDDR5X, TrendForce stima aumenti compresi tra l’88% e il 93%, una fascia molto simile a quella prevista per la DRAM per server.

Il ruolo dei data center AI e l’impatto sui consumatori

Alla base di questi rincari, TrendForce indica soprattutto la domanda di DRAM da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Questo segmento assorbe grandi volumi di produzione, riducendo la disponibilità di memoria per altri mercati come PC, laptop e server tradizionali.

Le cifre diffuse dall’istituto riguardano i prezzi di acquisto della memoria da parte dei produttori di PC e notebook. L’effetto sui prezzi al dettaglio non risulta quindi immediato per chi compra un prodotto finito, ma con rincari di questa entità risulta difficile immaginare che l’industria possa assorbirli a lungo senza trasferirli almeno in parte sui consumatori finali.

Nel frattempo, chi progetta nuove linee di PC, laptop o server deve fare i conti con una struttura di costo della memoria molto diversa rispetto a quella di pochi mesi fa, con margini di manovra sempre più ridotti.

NAND e SSD: un’altra ondata di aumenti

La situazione non appare più rassicurante sul fronte della NAND, la memoria usata negli SSD e in molti altri dispositivi di archiviazione.

Anche qui la domanda legata al boom dell’AI spinge i listini verso l’alto, creando un’ulteriore area di pressione per il mercato.

Secondo le stime citate, i prezzi della NAND potrebbero crescere tra il 55% e il 60% rispetto al quarto trimestre del 2025. Un aumento di questo livello si traduce in SSD più costosi, come già segnalato da altre analisi di settore che parlano di una vera e propria “tempesta perfetta” per il mondo dello storage.

Alcuni produttori di memorie indicano come orizzonte per una possibile normalizzazione dell’offerta non prima del 2028. Nel frattempo, il rischio è di trovarsi con PC, laptop e server che costano di più a parità di configurazione, mentre chi punta a capacità elevate di archiviazione deve mettere in conto un esborso decisamente più pesante.


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