Puglia

Svendita della masseria Del Monte di Fusillo, assolti ex vertici BCC

Assolti oggi dalla gup del tribunale di Bari Gabriella Pede l’ex presidente e direttore generale della Bcc di Conversano, Donato Venerito, 76 anni (assistito dagli avvocati Gianfranco Grande e Gaetano Sassanelli), l’imprenditore agricolo ed ex consigliere della Bcc Michele D’Attoma, di 64 (avvocati Gaetano e Luca Castellaneta), imputati con Alessandro Venerito (difeso dall’avvocato Attilio Triggiani), Orlando D’Attoma, 28 anni (anche lui difeso dagli avvocati Castellaneta), e l’ingegnere Orazio Nicola Trisolini, 62 (avvocato Antonio Fatone). Gli imputati, che avevano scelto il rito abbreviato, rispondevano di concorso in bancarotta e usura bancaria in relazione alla presunta svendita della masseria Del Monte di Conversano che, secondo il procuratore capo Roberto Rossi e il pm Lanfranco Marazia, avrebbe contribuito al crac della Maiora di Vito Fusillo.

L’imprenditore del sud est barese, invece, ha scelto di essere processato con il rito ordinario. Secondo la ricostruzione accusatoria, in cambio della concessione di un mutuo da 2,9 milioni dalla Bcc di Conversano nel 2017 la Maiora Group spa di Fusillo avrebbe ceduto sottocosto la masseria ai figli dei due amministratori dell’epoca, quotandola 500mila euro mentre, secondo la Procura, il valore era di 1,9 milioni. In tal modo, avrebbero dissipato il patrimonio della Maiora, dichiarata poi fallita due anni dopo. Per i 5 erano state chieste condanne tra i 4 e i 3 anni di reclusione. Donato Venerito e Michele D’Attoma, oggi assolti, in virtù del procedimento penale in corso, erano stati costretti a dimettersi dagli incarichi all’interno della Bcc




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