“Penso che sia positivo essere onesti nella propria musica”: Matilda Mann arriva in Italia a suonare

Conosciamo Matilda Mann ormai da alcuni anni, grazie alla nostra rubrica “Brand New”: lo scorso anno, proprio a febbraio, la giovane musicista londinese ha pubblicato, via 7476, il suo primo LP, “Roxwell“, e finalmente arriva anche in Italia a presentarlo con una data prevista per sabato 21 febbraio all’Arci Bellezza di Milano. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questa occasione per scambiare due chiacchiere via e-mail con la folk-singer inglese e farci raccontare qualche dettaglio in più sul suo debutto full-length e non solo. Ecco cosa ci ha detto:
Ciao Matilda, come stai? È la prima volta che suoni in Italia? Quali sono le tue aspettative per il tuo concerto italiano?
Non ho mai suonato in Italia! Sono così entusiasta di incontrare tutti a Milano, la mia migliore amica ha frequentato l’università lì, quindi ci sono stata alcune volte e mi è piaciuta molto.
Nel febbraio dello scorso anno hai pubblicato il tuo primo album, “Roxwell”: cosa ha significato per te poter finalmente realizzare il tuo album di debutto dopo tanti singoli ed EP? Pensi che ti abbia aiutato a esprimere la tua visione musicale a un pubblico più ampio?
Ero davvero felice di pubblicare finalmente un album. Gli album sono il corpus musicale che ascolto sempre dei miei artisti preferiti e mi è piaciuto molto il processo di costruzione di un mondo composto da 14 canzoni in cui le persone possono immergersi.
Da dove viene il titolo “Roxwell”? Ha un significato particolare?
Da piccola sono cresciuta in una strada chiamata Roxwell. Credo di aver voluto semplicemente dare al mio album di debutto un nome che mi fosse caro e che rappresentasse una parte fondamentale di me.
?In “Dazed & Confused” si sentono alcuni elementi soul, in “Worst Person Alive” ci sono gli archi, mentre “Meet Cute” è un brano indie-rock energico, ma non hai dimenticato le tue radici folk in “Everything I’m Not”: come definiresti il tuo sound? Quali sono state le influenze musicali più importanti durante la scrittura del tuo album?
Penso che, soprattutto con “Roxwell”, volessi mostrare tutti i diversi tipi di musica che amo. Ascoltavo molto Paolo Nutini, Adrianne Lenker e i Moldy Peaches, quindi penso che, soprattutto per “Roxwell”, la mia musica sia molto indie folk.
Una cosa che apprezzo molto del tuo album (e della tua musica in generale) è che metti sempre a nudo i tuoi sentimenti: è un modo per aggiungere intimità alla tua musica?
Scrivo molto e a volte scrivo in modo molto inconscio. Trovo molto più facile capire me stessa e le situazioni quando scrivo canzoni. Penso che sia positivo essere onesti nella propria musica, è un modo bellissimo per entrare in contatto con gli sconosciuti.
Quali sono i tuoi sentimenti per “Roxwell” ora, a quasi un anno dalla sua uscita? L’anno scorso hai anche pubblicato due nuovi singoli, “There Will Never Be Another You” e “Inventing”: stai già scrivendo nuovi brani?
Ho ancora un ottimo ricordo di “Roxwell”, è stato un lavoro impegnativo e un momento importante per me, ma devo dire che sono davvero entusiasta delle canzoni che sto scrivendo ora. Mi sembrano più spensierate ed emozionanti e sono davvero curiosa di sapere cosa ne penserà il pubblico.
Vieni da Londra: la capitale inglese ha una scena musicale molto ampia e variegata e molti locali di ogni tipo. Pensi che la tua città natale abbia in qualche modo influenzato la tua musica?
Sì, penso di sì! Credo che crescere a Londra acceleri tutto. Ho sempre desiderato essere più grande della mia età, ma ora cerco davvero di rallentare e di trascorrere il mio tempo come vorrei davvero.
Hai qualche nuovo artista o gruppo interessante da suggerire ai nostri lettori?
Adoro Hope Tala e Ryan Beatty.
?Un’ultima domanda: puoi scegliere una delle tue canzoni, vecchia o nuova, da utilizzare come soundtrack di questa nostra intervista?
Direi “Inventing”.
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