Trentino Alto Adige/Suedtirol

Ipes, cosa fa il Cda che Ulli Mair vorrebbe eliminare

Il Consiglio di amministrazione dell’IPES non è un organismo simbolico né meramente consultivo, ma rappresenta  (nero su bianco nello statuto dell’Istituto per l’edilizia sociale) il cuore decisionale dell’ente. Un ruolo che torna al centro del dibattito politico dopo che, nell’ultima seduta di giunta provinciale, l’assessora Ulli Mair ha proposto una delibera per eliminarlo, provvedimento che è stato però rinviato per un passaggio politico interno alla maggioranza previsto nella seduta di lunedì 23 febbraio.

Lo statuto dell’IPES definisce con precisione struttura, funzioni e limiti del Consiglio di amministrazione (attualmente formato da tre persone con la presidente Francesca Tosolini, Tony Tschenett indicato dai sindacati e Sabine Fischer). L’organo è composto ‘dal presidente e da altri due componenti, nominati dalla giunta provinciale, e resta in carica per tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio consuntivo dell’ultimo anno di mandato. Non possono farne parte dipendenti dell’IPES, soggetti con contenziosi o rapporti economici con l’ente, parenti o affini tra loro fino al terzo grado, persone coinvolte in appalti o forniture dell’Istituto, consiglieri regionali o soggetti che si trovino in altre condizioni di incompatibilità previste dalla legge. Sono inoltre previste regole stringenti sui conflitti di interesse e l’obbligo di astenersi da delibere che riguardino direttamente il consigliere o persone a lui legate. È soprattutto l’articolo dedicato alle attribuzioni del Consiglio di amministrazione a chiarire il peso reale di questo organismo. Secondo lo statuto, il CdA compie tutti gli atti necessari al raggiungimento dei fini istituzionali dell’IPES. In concreto, è il Cda a definire obiettivi e programmi dell’ente e a verificarne i risultati, a approvare i bilanci preventivi e consuntivi, i regolamenti che disciplinano costruzione, locazione, manutenzione e gestione degli immobili, così come i progetti edilizi e i relativi costi. Al CdA spetta anche l’approvazione dei regolamenti interni, delle regole per l’accesso agli atti e alle informazioni, della pianta organica e dei nuovi bandi di concorso, oltre alle nuove assunzioni di personale di ruolo. È sempre il Consiglio a nominare la direttrice o il direttore generale, su proposta della presidente o del presidente, definendone il trattamento giuridico ed economico, e a nominare o revocare dirigenti e responsabili degli uffici.

Le competenze del CdA si estendono anche alla gestione patrimoniale e finanziaria dell’ente. Rientrano nelle sue attribuzioni l’accensione di mutui, le iscrizioni ipotecarie, le operazioni su immobili (acquisti, vendite, permute, locazioni) la costituzione di diritti di superficie o servitù, l’accettazione di donazioni, lasciti e nuovi conferimenti di capitale, nonché l’impiego delle somme eccedenti i bisogni di cassa. Il Consiglio autorizza inoltre l’IPES a promuovere o resistere alle liti davanti alla magistratura ordinaria e amministrativa, con possibilità di conciliare o transigere. Non meno rilevante è il potere del CdA di dichiarare la decadenza o l’incompatibilità dei propri membri e di delegare competenze o incarichi speciali a singoli componenti o a organi subordinati. Le deliberazioni vengono assunte con la presenza della maggioranza dei componenti (due su tre) e, in caso di parità, il voto della presidente è determinante. Lo statuto prevede anche la possibilità di riunioni in videoconferenza e la partecipazione, a titolo consultivo, di esperti esterni o rappresentanti di altre istituzioni. Alla luce di questo meccanismo quando l’assessora sostiene che l’organo rallenta le decisioni si riferisce, in estrema sintesi, alla possibilità che anche solo il parere negativo della presidente possa frenare. La presidente, però, esercita il suo ruolo. Proprio per questo la proposta di eliminarlo, avanzata dall’assessora Mair e momentaneamente rinviata, apre un confronto politico e istituzionale tutt’altro che marginale sul modello di governance dell’edilizia sociale in Alto Adige. Di fatto il sottotesto politico più che tecnico è chi deve decidere: l’assessorato o un organo interno all’Ipes con piena presidenza? O ancora: l’IPES può essere considerato quasi alla stregua di una ripartizione provinciale?

✍️ Alan Conti 







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