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Stranger Things, The First Shadow: il prequel sulla storia di Vecna, rivela gli errori del finale della serie

La saga di Stranger Things non è finita con l’ultima puntata del 31 dicembre 2025. Anzi, Netflix ha in serbo un’espansione del franchise che solleva più di qualche perplessità sulla tempistica. Dopo quasi un decennio di successi e cinque stagioni che hanno ridefinito il concetto di serie evento, la piattaforma streaming continua a scommettere sull’universo creato dai fratelli Duffer, ma con una strategia che lascia perplessi molti fan.

Il primo progetto con data di rilascio confermata è Stranger Things: Tales from ’85, un prequel animato previsto per aprile 2026. Ma è il secondo annuncio a sollevare le maggiori discussioni: Netflix porterà sullo schermo Stranger Things: The First Shadow, lo spettacolo teatrale che ha debuttato nel West End londinese nel 2023 e che attualmente sta calcando i palcoscenici di Broadway. La produzione verrà filmata durante la sua run americana e successivamente distribuita sulla piattaforma nel corso dell’anno.

The First Shadow rappresenta un tassello fondamentale nella mitologia della serie. Lo spettacolo si concentra sulla giovinezza di Henry Creel, esplorando la sua vita alla fine degli anni Cinquanta, molto prima che diventasse Vecna, l’antagonista principale delle ultime stagioni. Ma non si limita a raccontare solo la sua storia: nel cast di personaggi compaiono versioni giovani di Joyce Byers, Jim Hopper e il dottor Brenner, figure centrali nell’intera narrazione della serie madre.

Stranger Things – Netflix

Il problema principale di questa strategia di rilascio è evidente: perché pubblicare un prequel dopo che la storia principale si è conclusa? Tales from ’85 si colloca cronologicamente tra la seconda e la terza stagione di Stranger Things, riportando gli spettatori nei primi anni della serie con una storia incentrata su Undici e altri personaggi chiave. Ma ormai conosciamo già i loro destini, le loro scelte, il loro futuro. La tensione narrativa che un prequel dovrebbe generare risulta inevitabilmente compromessa.

Nel caso di The First Shadow, il paradosso temporale è ancora più evidente. Lo spettacolo teatrale offre un approfondimento cruciale sul passato di Henry Creel, svelando elementi narrativi che avrebbero potuto arricchire enormemente la comprensione della quinta stagione. Avere accesso a queste informazioni prima del finale di serie avrebbe permesso ai fan di cogliere riferimenti, connessioni e sottotesti che invece sono passati inosservati o, peggio, hanno creato lacune narrative evidenti.

Netflix aveva già rilasciato un documentario dietro le quinte della produzione del West End nell’aprile 2025, una settimana prima del debutto ufficiale a Broadway. Un mese dopo arrivava l’annuncio delle date di rilascio della quinta stagione, divisa in tre parti. La scelta di non rendere disponibile una versione filmata dello spettacolo prima della conclusione della serie appare, col senno di poi, un’occasione mancata che rischia di danneggiare la percezione complessiva del franchise.

La questione diventa ancora più spinosa quando si considera il contenuto specifico di The First Shadow. Lo spettacolo teatrale introduce elementi narrativi che la serie TV ha poi ignorato o contraddetto. Henry Creel, ad esempio, aveva una relazione romantica con Patty Newby, sorella di Bob, personaggio che i fan ricorderanno dalla seconda stagione. Questo dettaglio, insieme a molti altri, crea un tessuto narrativo ricco e complesso che la quinta stagione non ha saputo integrare.

Ma c’è un problema ancora più grande: nel prequel teatrale, Joyce e Hopper conoscevano Henry Creel da giovani. Avevano avuto a che fare con lui, con la sua famiglia, con gli eventi misteriosi che circondavano la sua vita. Eppure, nella serie TV, quando si trovano faccia a faccia con Vecna e scoprono la sua vera identità, nessuno dei due mostra alcun segno di riconoscimento. Non c’è un momento di shock, una battuta di dialogo, un flashback che colleghi il villain del presente con il ragazzo del loro passato.

Questa disconnessione narrativa non è un dettaglio trascurabile. Trasforma quello che doveva essere un arricchimento del canone in una fonte di confusione e incoerenza. I fan più attenti che vedranno The First Shadow su Netflix nel 2026 si ritroveranno inevitabilmente a chiedersi perché la serie abbia ignorato connessioni così importanti. Il rischio è che il prequel, invece di celebrare l’universo narrativo di Stranger Things, finisca per evidenziarne le falle.

Tales from ’85 introduce un problema simile. Il prequel animato presenta un nuovo personaggio di nome Nikki e nuovi mostri del Sottosopra che non hanno alcun impatto sulla storia principale. Come è possibile che creature così significative non vengano mai menzionate nelle cinque stagioni della serie? Perché Nikki, apparentemente importante nelle vicende di Undici, sparisce completamente dalla narrazione successiva? Questi elementi rischiano di essere percepiti come retcon, riscritture retroattive del canone che minano la coerenza interna dell’universo narrativo.

La ricezione tiepida della quinta stagione di Stranger Things ha già messo in discussione la capacità dei fratelli Duffer di concludere degnamente la loro saga. Il finale di serie, trasmesso l’ultimo giorno del 2025, non ha soddisfatto le aspettative di molti spettatori che avevano seguito le avventure di Undici e dei suoi amici fin dal 2016. In questo contesto, rilasciare prequel che evidenziano cosa è andato storto con la stagione finale sembra una mossa controproducente.

The First Shadow, con la sua ricchezza di dettagli e la profondità dell’esplorazione del personaggio di Henry Creel, metterà inevitabilmente in luce tutto ciò che la serie TV ha lasciato fuori. Gli spettatori scopriranno storyline affascinanti che non hanno trovato spazio sullo schermo, relazioni complesse che sono state ignorate, momenti emotivi che avrebbero potuto rendere il villain molto più tridimensionale. Il contrasto tra il potenziale narrativo mostrato nel prequel e la realizzazione effettiva nella serie principale renderà la quinta stagione ancora più controversa.

Il rischio è che questi prequel, invece di espandere e arricchire l’universo di Stranger Things, finiscano per frammentarlo e indebolirlo. Ogni nuova rivelazione che contraddice la serie principale, ogni personaggio importante che viene introdotto e poi dimenticato, ogni connessione mancata tra passato e presente erode la fiducia del pubblico nella solidità della narrazione complessiva.


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