La nuova guerra ombra di Mosca: così la rete Wagner recluta giovani europei per sabotare la Nato
Gli emissari della vecchia Wagner russa vogliono sabotare obiettivi di diversa natura nel territorio europeo, e lo fanno reclutando profili giovani, manipolabili o ricattabili, attraverso la loro rete di “affabulatori” attivi sui social network: un immenso bacino di risorse pronte a vendersi per poco agli agenti stranieri che agiscono sotto finta identità.
Secondo funzionari dell’intelligence occidentale, reclutatori e propagandisti che in precedenza lavoravano per il Gruppo Wagner, comandato da Yevgeny Prigozhin, assassinato nell’agosto del 2023, dopo la repressione da parte dei servizi di sicurezza interna di Mosca, che hanno epurato i sovversivi della Wagner per ristabilire il controllo della compagnia militare privata di San Pietroburgo che è stata impiegata in operazioni paramilitari in Siria, Libia, Nord e Centro Africa, alcuni elementi fedeli e utili allo scopo sarebbero stati reintrodotti nel sistema, probabilmente a fianco del GRU, l’intelligence militare russa, per “persuadere giovani dell’entroterra russo a combattere in Ucraina” e ora “reclutare europei economicamente vulnerabili per compiere violenze sul suolo Nato”. Obiettivo di una vasta campagna di guerra ibrida, secondo i servizi segreti occidentali che hanno condotto indagini su incidenti sospetti e sventato in più di un’occasione azioni potenzialmente pericolose.
Lo spionaggio russo sta “utilizzando i talenti di cui dispone”, e questi talenti, che operino sotto il controllo dell’intelligence militare, il GRU, o dell’FSB o SVR, rispettivamente servizi segreti interni ed esterni, vanno a caccia di agenti “usa e getta” da reclutare secondo schemi reiterati, per seminare il caos in Europa e alimentare instabilità e timori.
Stando alle fonti consultate dal Financial Times, negli ultimi due anni il Cremlino avrebbe esteso la portata di quella che viene definita come una “campagna di sabotaggio e disordine” che ha come obiettivo l’Europa che sostiene l’Ucraina nella guerra contro la Russia. L’obiettivo è quello di indebolire la determinazione delle potenze occidentali nel concedere il loro sostegno a Kiev, ma anche quello di dimostrare che l’intelligence russa può colpire dietro le linee della Nato con elementi interni inclini alla sovversione o completamente “asserviti al denaro” per vulnerabilità e ingenuità.
L’ondata di “espulsioni diplomatiche” che ha ridotto la presenza di agenti segreti russi in Europa — ovviamente solo profili noti, di solito aggregati alle delegazioni diplomatiche e consolari — avrebbe “notevolmente ridotto” le capacità dell’intelligence russa, spingendo le agenzie di spionaggio a procurarsi agenti usa e getta che possano eseguire i loro ordini più semplici. Azioni di cui una vera spia non si occuperebbe comunque in prima persona.
Per il GRU — il servizio segreto che nel nostro Paese ha reclutato l’ufficiale di Marina Walter Biot — la rete della Wagner si è dimostrata efficace per ottemperare a questo nuovo obiettivo, diventando le pedine perfette per reclutare nuove pedine e spingerle a compiere piccole azioni di sabotaggio, come incendi dolosi contro obiettivi sensibili, o a fungere da elementi utili a operazioni incentrate sulla propaganda. Secondo le fonti d’intelligence del Financial Times, molti agenti della Wagner dislocati in Ucraina si sarebbero finti “propagandisti nazisti” per fare proseliti e alimentare una determinata narrazione utile alla propaganda russa. I dossier delle intelligence occidentali sottolineano come gli elementi reclutati per queste azioni di basso cabotaggio siano in genere individui emarginati, disoccupati e vulnerabili, che per denaro possono svolgere un compito, magari convinti di fare parte di “qualcosa”.
Elemento interessante è il fattore Wagner dei “due livelli di separazione” che si interpongono tra l’intelligence russa e i sabotatori usa e getta. “Vogliono sempre un certo grado di negazione”, spiegano i servizi segreti occidentali che stanno studiando lo schema russo.
La Wagner disponeva di una rete già pronta di propagandisti e reclutatori che “parlavano la loro lingua”; per questo all’FSB o al GRU non è servito altro che riattivare il canale dopo la fase di epurazione, seguita all’eliminazione di Prigozhin, che era responsabile della gestione dell’Internet Research Agency con sede a San Pietroburgo, considerata la principale “troll farm” del Cremlino, già attiva da un decennio nelle campagne di disinformazione che interessano piattaforme digitali come Twitter, Facebook, Reddit e via dicendo.
Secondo le autorità interessate al fenomeno, tra cui compare il controspionaggio inglese, gli account sui social media gestiti da Wagner sono stati responsabili del “reclutamento di un gruppo di britannici alla fine del 2023”. Uno di loro aveva attirato altri quattro elementi per incendiare un magazzino nell’East London. Lo schema prevede sempre un avvicinamento tramite chat room o piattaforme di messaggistica crittografate come Telegram, dove ragazzi più o meno giovani si prestano a giochi pericolosi in cambio di quello che può sembrare “denaro facile”.
Ora che tutte le agenzie d’intelligence europee sono state messe in allarme e si sono focalizzate sugli “agenti usa e getta”, la strategia russa di reclutare “sabotatori dilettanti” potrebbe essere meno efficace del passato e quel denaro decisamente meno facile di un tempo.
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