Economia

AssoDistil mette in guardia sulle biobenzine: “No a passi indietro, si punti sul bioetanolo”

ROMA – Centrare gli obiettivi ambientali non è possibile senza puntare sulle biobenzine. AssoDistil rilancia il suo appello al governo per rimuovere gli ostacoli, principalmente fiscali, alla diffusione dei carburanti “green” per la transizione energetica. E rafforzare i target sull’utilizzo dei biocarburanti alzandoli dal 5% al 6,5% nel 2030. “Significa sostenere l’industria nazionale e promuovere nuovi investimenti, creare occupazione e mettere il Paese nelle condizioni di evitare sanzioni europee – scrive in una nota Sandro Cobror, il direttore dell’associazione dei distillatori – È una scelta di responsabilità ambientale, economica e sociale. Confidiamo che il governo non vorrà fare marcia indietro rispetto agli impegni presi nel 2023”.

Obiettivi vincolanti, previsti dalla direttiva europea Red (Renewable Energy Directive). Secondo l’associazione, “alcune parti interessate fanno leva sulla presunta obsolescenza delle infrastrutture di distribuzione che impedirebbe così l’introduzione di quote di biobenzine superiori al 3%” e starebbero facendo pressione per allentare i target sui carburanti per ridurre le emissioni sui trasporti. Il bioetanolo, ricorda AssoDistil, è un carburante rinnovabile “che l’Italia produce ma in larga parte esporta senza che il mercato interno ne assorba il potenziale”. “Se vogliamo ridurre le emissioni nel breve e medio periodo – sottolinea Cobror – dobbiamo rendere più sostenibile il carburante che oggi alimenta la maggioranza delle auto italiane e per farlo è necessario l’inserimento delle biobenzine come il bioetanolo”.

Il taglio alle emissioni

Su 27 Paesi Ue, 19 utilizzano già alla pompa la benzina E10, una miscela al 10% di etanolo. In Italia, invece, si resta formalmente all’E5, che tuttavia nella pratica equivale a un contenuto di etanolo prossimo allo zero. In Francia il modello è ancora più avanzato: l’E85, con l’85% di etanolo, è ampiamente diffuso e costa meno della benzina tradizionale grazie a una politica fiscale mirata che riduce le accise su questo carburante rinnovabile. L’uso dell’etanolo sostenibile consentirebbe, segnalava poche settimane fa AssoDistil, di “abbattere le emissioni di Co2 fino al 79%, dato certificato a livello europeo”.


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