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“Disobbedienza civile”. La rete anarchica europea ora sabota anche le fabbriche

Nuove correnti anarchiche stanno attraversando l’Europa come non si vedeva da ormai decenni. I sabotaggi delle linee ferroviarie italiane sembrano inserirsi in un contesto ben più ampio che non che destare preoccupazioni per la sua evoluzione. L’ultima rivendicazione in ordine cronologico arriva dalla Francia, esattamente da Marsiglia, un’area frequentata anche da antagonisti italiani vista la sua vicinanza con il nostro Paese. Quella è una zona di scambio, di confine, in cui i movimenti italiani e quelli francesi entrano facilmente a contatto gli uni con gli altri: è un confine poroso, storicamente un asse di comunicazione privilegiato per i movimenti antagonisti e anarchici.

È impossibile al momento risalire agli autori del sabotaggio di Marsiglia compiuto contro Eurolink, anche se i canali sembrano essere quelli anarco-insurrezionalisti della Francia meridionale, ma la rivendicazione è stata effettuata a distanza di due settimane dagli eventi. Alla rivendicazione è stato allegato anche un video in cui si vedono i sabotatori agire nei tombini dell’azienda dove si trovano gli allacci idrici. A Roma i sabotatori hanno agito proprio intervenendo sui cavi elettrici e individuando nei tombini

“I tubi dell’erogazione idrica sono stati sezionati e l’alimentazione dell’acqua è stata così interrotta. Questo atto di sabotaggio si è reso necessario a causa dell’assenza di risposte di fronte al genocidio in corso a Gaza e all’occupazione coloniale nell’intera Palestina”, si legge nel documento diffuso tramite canali anarchici. “L’azienda colpita produce maglie per munizioni utilizzate dall’entità sionista genocida. Denunciamo la complicità dello Stato francese e la sua inazione. Il bacino mediterraneo francese produce il 17% delle esportazioni d’armi della Francia: denunciamo tutte le imprese di armamenti, tra cui Eurolinks. Invece di affrontare tutto ciò, l’ipocrisia del sistema di “giustizia” è quella di prendersela con i manifestanti in lotta contro questa fabbrica, gasandoli il 10 settembre 2025 e mettendoli in stato di fermo con avvertimenti penali probatori”, si legge ancora.

La conclusione è un invito all’azione: “Facciamo appello alla disobbedienza civile e all’azione diretta come mezzo efficace e legittimo di rivendicazione popolare. Finché questa azienda continuerà ad armare la colonizzazione, continuerà a essere bersaglio di attacchi. Reiteriamo la richiesta che questi invii mortiferi cessino, affinché i popoli che subiscono il giogo dell’imperialismo possano essere liberati dalla nostra complicità omicida”.

Per quanto riguarda l’Italia, per il momento non sono arrivate le rivendicazioni per i sabotaggi ferroviari di Lecco e di Roma ma quanto finora noto colloca quelle azioni nell’alveo dei movimenti anarchici che, come accaduto negli anni Settanta e Ottanta in Italia, hanno utilizzato questo tipo di azioni per arrecare danni al sistema.


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