Mauro Pagani il docu-film nelle sale lucane
Tra memoria, sogni e libertà, il docu-film “Andando dove non so” racconta l’anima inquieta di Mauro Pagani. Tra i protagonisti anche la cantante lucana Arisa. Dal 16 febbraio nelle sale della Basilicata
Sin da quando era ragazzino, coi genitori che gli davano pochissima libertà di stare con gli amici, Mauro Pagani ha convissuto con un suo doppio chiamato “il fuggiasco”. È stata la salvezza. Senza l’anima ribelle del “fuggiasco” che era in lui non avrebbe fatto le scelte azzardate della propria vita, né si sarebbe mai allontanato dalla sua Chiari, in provincia di Brescia, «Dove – parole dello stesso musicista – imparavi a sognare perché non avevi niente. Io volevo fuggire dalla Provincia e così decisi di venire a Milano».
MAURO PAGANI SI RACCONTA IN UN DOCU-FILM
Dove iniziò un cammino di artista in progress, tant’é che nel corso degli anni Mauro Pagani è andato affermandosi come uno dei massimi talenti della nostra musica, avvinto, tra l’altro, da una curiosità che non l’ha mai fatto smettere di aprirsi ed abbracciare le tante lingue e sonorità del mondo. Per Silvia Posa, compagna nella vita e sul lavoro, il compositore e violoncellista rimane ancora oggi, raggiunti gli ottant’anni e reduce da una malattia che gli aveva risucchiato la facoltà mnemonica, «Una farfalla che non si appoggia mai, sta sempre in volo e non sa dove arrivare».
“ANDANDO DOVE NON SO, MAURO PAGANI UNA VITA DA FUGGIASCO”
Da questo magico volo-cammino che non conosce approdo nasce “Andando dove non so. Mauro Pagani una vita da fuggiasco”, docu-film girato da Cristiana Mainardi e prodotto da Lionello Cerri insieme a Lumière &Co, Luce Cinecittà e Rai Documentari. Il lavoro della Mainardi ( sceneggiatrice navigata alla sua prima regia) si apre con Pagani a recriminare sulla sua generazione che avverte come se fosse colpita dall’Alzheimer, appassita e senza più nessuna voglia di sognare. Poi il musicista lascia affiorare i momenti della malattia, di quando la sua memoria all’ improvviso si è svuotata del tutto e, dunque, si è ritrovato a dover di nuovo imparare tutto per poter vivere.
IL DOCU-FILM GIRATO DA CRISTIANA MAINARDI
Cristiana Mainardi, ovviamente, punta a tracciare una traiettoria che ricostruisca, anche attraverso immagini di repertorio, tutto il viaggio artistico del Pagani-fuggiasco, a partire da quando suonava con la Premiata Forneria Marconi, la prima band rock nella storia della musica italiana ad ottenere un successo internazionale e a conquistare le classifiche di vendita statunitensi e britanniche degli anni ‘70.
LA VITA DI PAGANI
Un’ esistenza votata alla musica quella di Pagani che ha velato di lustro la musica e la canzone nostrana come testimoniano la compianta Ornella Vanoni, il senegalese Badara Seck, Giuliano Sangiorgio, Manuel Agnelli, Mahmood, Marco Mengoni, Ligabue e Arisa.
LA PARTECIPAZIONE DELLA CANTANTE LUCANA ARISA
La cantante lucana è ripresa su un divano con il Nostro mentre si rivedono sul palco del Sanremo 2012 dove lei cantò il brano secondo classificato “La notte” e a lui toccò la direzione dell’orchestra. Significativo diventa il racconto su quel posto unico di Milano lungo i Navigli che è “Officine meccaniche”, lo studio di registrazione preso in cura dal 1998 da Pagani e dove sono passati artisti internazionali del calibro di Duke Ellington, ma il passaggio centrale (e più emozionante) del docu-film è l’incontro a casa di Dori Ghezzi dove vengono ricordati i bellissimi anni con Fabrizio De Andrè, i due album capolavoro realizzati insieme, “Crueza de mà” (1984) e “Le nuvole” (1990), la delusione che provò Pagani quando il cantautore genovese non lo coinvolse nel progetto del suo ultimo album “Anime salve” (1996).
IL DOCU-FILM DI MAURO PAGANI NELLE SALE LUCANE
“Andando dove non so…”, che sarà anche nelle sale lucane dal 16 febbraio, è un docu-ritratto quasi intimo di “Un artista dall’anima accesa” che continua a sognare, viaggiare nella ricerca di assaporare il piacere della vita, la magia della musica, l’umanità, la benevolenza insita nell’incontro con gli altri. Un docu-film mirabilmente denso che non è ancora finito e già si vuol vederlo di nuovo.
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