Calabria

Polistena, raccolte duemila firme a difesa dell’ospedale

È ritornato in piazza, ieri mattina, il Comitato spontaneo a tutela della salute, dopo aver raccolto 2mila firme, tra cui quelle di 44 malati oncologici, in meno di 10 ore, per difendere la salute pubblica nella Piana di Gioia Tauro, e prima di inviare una diffida e una messa in mora all’Asp di Reggio che oggi sarà anche inviata alla Procura, al prefetto, al Ministero della Salute e al presidente della Regione. Marisa Valensise, presidente del comitato spontaneo, il vicepresidente Francesco Trimarchi, e gli altri soci, in piazza della Repubblica, hanno presentato le firme raccolte a difesa del diritto alla salute e a sostegno della medicina di prossimità e della rete ospedaliera. Affiancata dai sindaci di Polistena, Michele Tripodi, e di Cinquefrondi, Michele Conia, delegato alla sanità per la Città metropolitana, Valensise ha sottolineato come nella diffida si chiede che venga immediatamente garantita l’applicazione del diritto alla salute attraverso servizi essenziali, imparzialità, buon andamento e uguaglianza nell’accesso alle cure.

È ritenuta insostenibile la situazione presso l’ospedale spoke di Polistena: mancata attivazione dell’emodinamica, assenza del reparto di oncologia in day hospital, mancata apertura dei reparti di riabilitazione e urologia, liste d’attesa raddoppiate e attività chirurgica fortemente ridotta per carenza di anestesisti e per il perdurare del restyling delle sale operatorie, carenza cronica di personale medico e infermieristico in tutti i reparti. Lo stesso comitato ha inoltre denunciato lo smantellamento dei centri di salute mentale e dei consultori familiari sul territorio, per non parlare delle molte guardie mediche chiuse. Al fianco di quello di Polistena, anche il neonato Comitato di Gioia Tauro.


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