False fatture sull’asse Cutro-Emilia: sedici condanne e dieci assoluzioni
Sedici condanne e dieci assoluzioni. Così ha sentenziato l’altro giorno il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Bologna, Domenico Truppa, al termine del procedimento di rito abbreviato scaturito dall’inchiesta della Dda felsinea sull’esistenza di società “cartiere” riconducibili alla cellula emiliana della cosca Grande Aracri di Cutro, che avrebbero emesso fatture false per evadere il fisco. Contestualmente il giudice, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha mandato a processo le altre cinque persone che hanno optato per il rito ordinario.
Il troncone processuale sulle aziende “cartiere” rappresenta una prosecuzione del blitz “Perseverance” che, nel 2021, consentì alla Procura antimafia di Bologna di disarticolare le nuove leve e alcune “vecchie conoscenze” della ’ndrina Grande Aracri attiva tra Reggio Emilia, Modena, Piacenza e Parma.
Le condanne decise dal gup
Ad Elisa Anzalone sono stati inflitti 1 anno, 4 mesi e 20 giorni di carcere; Gentian Bodlli, 1 anno, 4 mesi e 20 giorni di carcere; Alex Buriani, 9 mesi; Francesco Demme, 9 mesi; Nicola Esposito, 9 mesi; Giuseppe Ferraro, 9 mesi; Antonio Gaetano, 9 mesi; Gian Piero Gandino, 1 anno, 4 mesi e 20 giorni; Mario Giungo, 9 mesi; Antonino Mauceri, 8 mesi; Cristiano Orlandi, 9 mesi; Rosanna Raimondi, 9 mesi; Francesco Matteo Viscomi, 8 mesi; Mirko Vittori, 2 anni e 2 mesi; Jhonny Sacripanti, 2 anni e 6 mesi; e Nicola Ferrari, 2 anni e 2 mesi. Le assoluzioni: Fabrizio Monari, Marika Gozzi, Giorgio Griesi, Rocco Gualtieri, Sara Gualtieri, Antonio Le Rose, Afrim Qira, Marilena Sghedoni, Davide Mario Raffello Toso e Nicolò Tubiolo. Infine, sono stati rinviati a giudizio: Massimo Graziano, Meher Nasraoui, Andrea Rompianesi, Mohamed Zari e Angelo Zangara. Per loro il dibattimento inizierà il prossimo 16 aprile davanti al Tribunale di Reggio Emilia.
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