Fano, vandalizzata la scultura dei ragazzi dell’artistico. Mattone contro “Amore di madre”, il preside: «Segno di degrado allarmante»

FANO Sabato sera è stato compiuto un ennesimo atto di vandalismo. E’ stata danneggiata l’installazione artistica “Amore di madre” realizzata lo scorso mese di novembre dagli studenti del liceo artistico Apolloni, coordinati dal professor Giorgio Cassoni, su commissione del locale Lions Club e collocata, di intesa con il Comune di Fano, a piazza Marcolini.
La vicenda
Intorno alle ore 20 di sabato alcuni vandali hanno voluto danneggiarla scagliandovi sopra un grosso mattone. Un atto inqualificabile che prescinde ogni licenza carnevalesca, compiuto da un gruppo di giovani che hanno voluto danneggiare un’opera realizzata da altri giovani, con la differenza che i primi vedono in un’opera d’arte solo della ferraglia nei confronti della quale si sentono motivati ad infierire, mentre i secondi con quel filo di ferro hanno rappresentato l’amore di una madre. L’opera ha inteso riprendere, infatti, la scultura analoga di Adolfo Apolloni, conservata dentro palazzo Marcolini. «Due giorni dopo il gravissimo deturpamento delle mura storiche – ha commentato il dirigente del Liceo Nolfi-Apolloni Samuele Giombi – questo altro episodio segnala un’allarmante china di degrado civile che sta investendo anche la nostra realtà locale. Sono fatti gravissimi. Derive inevitabili della società globalizzata? Il Comune fa bene a denunciare e vigilare tramite telecamere e polizia locale. Difficile purtroppo, però, fare di più a livello di amministrazioni locali per evitare e reprimere fatti del genere. Anche la Polizia di Stato “ha le armi spuntate”. Servirebbero norme diverse, ma non basterebbero probabilmente neppure norme ordinarie di livello nazionale». Probabilmente gli autori di questo nuovo misfatto saranno individuati, come lo sono stati quelli che hanno deturpato con le loro scritte tracciate con la vernice blu il bastione del Nuti. A risponderne e a pagare i danni sono chiamati anche i loro genitori. Rimane la gravità dell’atto in sé, come quello compiuto dai grafomani in tanti luoghi del centro storico, in via De Amicis nei pressi dell’entrata nell’area archeologica del teatro romano, nei giardini Leopardi alle spalle della corte malatestiana, sulle sedute del Pincio e sulle facciate di alcune scuole cittadine.
La brutta immagine
Proprio in questi giorni, quando Fano è sotto i riflettori del turismo nazionale ed internazionale per la scoperta della basilica di Vitruvio, simbolo in tutto il mondo dell’armonia e della bellezza, vedere i monumenti e le opere d’arte in preda ai vandali suscita rammarico per l’ottusità di chi agisce in controtendenza.




