Pizzaballa Arezzo Madonna del Conforto
“Porterò alla Chiesa di Gerusalemme il vostro abbraccio, la vostra passione e la vostra vicinanza alla nostra terra”. Così il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha salutato i numerosi aretini al termine della messa solenne. Una Cattedrale gremita ha reso omaggio questa mattina, domenica 15 febbraio, alla Madonna del Conforto nella celebrazione presieduta dal patriarca di Gerusalemme, arrivato ad Arezzo venerdì sera.
Presenti anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale Filippo Boni, oltre ai sindaci dei comuni della provincia aretina, a partire dal primo cittadino di Arezzo Alessandro Ghinelli.

L’omelia di Pizzaballa e le parole del vescovo
“Sono ammirato nel vedere la partecipazione in questi giorni e la devozione della città alla Madonna del Conforto. Sono confortato che la Madonna riesca ancora a fare famiglia e a fare casa. In Terra Santa vediamo solo macerie e disastri umani, sia nelle infrastrutture che nelle relazioni. Isaia ci dice che nella fede si può vedere qualcosa oltre la realtà immediata. A seconda di cosa abbiamo nel cuore, possiamo vedere anche le luci che ci sono, i gesti di amore, fedeltà, di vita. Bisogna saperli vedere, cercarli anche.

Non è tutto perduto, si può ricominciare attraverso quello che spiraglio che dobbiamo allargare per costruire e riedificare la vita civile e le relazioni della città. Per ricostruire bisogna andare oltre lo sguardo delle macerie, anche a Gaza, anche in Cisgiordania, anche ad Arezzo. Dappertutto ci sono situazioni simili.
Sembra che il male e il peccato ci soverchino nella nostra comunità. C’è solo una realtà che non può essere soverchiata: la donna che partorisce un bambino, il momento che genere vita. Lì il male non riesce a entrare, non può. Conservare la passione, conservare la fiducia, conservare la gioia di questa relazione, siamo chiamati a questo.
Il mio augurio per tutti noi è che possiamo ovunque essere coloro che ascoltando la sua parola riescano a metterla in pratica. In tutte le comunità ecclesiali abbiamo bisogno di una parola di conforto, che possa generare vita”.
“Siamo molto grati della sua presenza – ha detto il vescovo Migliavacca – e gli rivolgiamo il mio e nostro grazie con tutto il cuore. Ci auguriamo come diocesi di poter venire presto in pellegrinaggio in Terra Santa. A lei eminenza doniamo un crocifisso del Cimabue per ricordarci noi tutti di Gerusalemme, là dove tutti noi siamo nati”.

La tappa di Pizzaballa ad Arezzo
Nel primo pomeriggio di ieri, sabato 14 febbraio, il cardinale ha parlato a Rondine con i ragazzi dello studentato, insieme a Franco Vaccari. La visita è stata una passeggiata attraverso i luoghi simbolo della Cittadella, tappe di un racconto che intreccia storia, valori e visione. Il cuore dell’incontro è stato proprio il confronto con gli studenti, che ha preso spunto dalle storie personali dei ragazzi per approdare a domande, curiosità e riflessioni.
Poi l’incontro alla Basilica di San Francesco per parlare di giustizia e pace in Terra Santa. Il momento più solenne dell’incontro è stato verso le conclusioni con la firma dell’Atto di conferma del Gemellaggio fra la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e il Patriarcato latino di Gerusalemme a cui si è aggiunta Rondine Cittadella della Pace. Un gemellaggio siglato il 25 settembre 2010 dall’arcivescovo Riccardo Fontana – scomparso lo scorso lunedì 9 febbraio – che l’aveva voluto, e dall’allora patriarca Fouad Twal. Al cardinale Pizzaballa è stato poi consegnato dal vescovo Andrea Migliavacca, un assegno con la raccolta effettuata nella diocesi per un importo di 30mila euro.
Ultimo atto dell’evento ha visto come protagonisti i bambini delle scuole che hanno preso parte al progetto “Petali di pace per la Terra Santa”. La basilica era stata infatti ornata di fiori realizzati dai ragazzi delle scuole e del catechismo grazie all’iniziativa promossa dalla diocesi con il Gruppo Pax Christi di Arezzo. Il messaggio è un invito alla convivialità delle differenze: i petali rimandano alle differenze; le radici invece affondano nell’unica terra. Ai fiori i ragazzi hanno affidato le loro parole di pace, amicizia e vicinanza, messaggi poi consegnati al cardinale Pizzaballa affinché giungano ai bambini e ai giovani della Terra Santa.
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