ora inizia il recupero nella clinica di Monza

PESARO È atterrato ieri intorno alle 16.30 a Malpensa l’aereo che ha riportato in Italia Alfredo Venturi, 50 giorni dopo il tragico incidente avvenuto a Miami lo scorso 28 dicembre. Una lunga maratona che ancora non è finita, ma che apre spiragli nuovi soprattutto dal punto di vista affettivo da parte di tutta la famiglia. Ad attenderlo un’ambulanza con lo staff medico del San Gerardo di Monza, dove è stato subito ricoverato per tutti gli accertamenti e per stabilire le sue condizioni, anche dopo questo lungo viaggio dagli Usa.
Un viaggio pazzesco perché, date le disposizioni di Trump a non fare partire dagli Stati Uniti i voli di linea con persone in barella a bordo, dal Jackson Memorial Hospital di Miami Alfredo è partito con un volo medicalizzato (quindi privato) verso Martinica, da dove poi è stato caricato sul volo Air France diretto a Malpensa. Ora saranno necessari alcuni esami, anche dopo un viaggio così stressante, ed entro due o tre giorni Alfredo andrà al Centro di riabilitazione Villa Beretta di Costa Masnaga in provincia di Lecco. Il Centro, dedicato alla medicina riabilitativa, è stato inaugurato nel 2023, ma già nel 2000 era iniziata la fase di consolidamento dell’approccio biotech, che vede numerose collaborazioni con istituzioni di rilievo, tra cui il Politecnico di Milano e il Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr).
L’accoglienza della famiglia
La sorella Elisa insieme alla mamma, “la signora Venturi”, lo hanno subito raggiunto a Monza per una breve fugace visita dopo ben 50 giorni dall’incidente. Un’emozione incontenibile per tutti, compresi i tantissimi sostenitori del crowdfunding che ha consentito il ritorno in Italia di Alfredo: una lontananza che è stata davvero faticosissima da gestire, soprattutto da un punto di vista emotivo. Sono stati giorni convulsi, alti e bassi di una situazione critica che si spera abbia presto spiragli positivi. Alfredo non è ancora uscito dal coma, ma sta dando segnali positivi, con sempre maggiori momenti di semi-veglia rispetto a quelli in cui dorme profondamente.
La raccolta fondi
In queste lunghe settimane la famiglia ha avuto contatti diretti con tutte le istituzioni statali della nostra città e non solo, con un picco di donazioni che è cresciuto in maniera esponenziale quando ci sono state concrete possibilità di riavere Alfredo in Italia. La maratona, come dicevamo, non è ancora finita, ma la possibilità di stringersi intorno ad Alfredo è ora finalmente concreta e sicuramente produrrà i giusti benefici.




