Lamezia, Murone continua a prendere tempo. Calma strategica o stallo politico?
«O si raggiungono gli obiettivi o andiamo tutti a casa»: ormai è diventato un mantra per il sindaco Murone, concetto ribadito anche in una recente intervista a un’emittente regionale, dimostrando il profondo attaccamento a una visione collettiva della gestione della cosa pubblica, collettiva, sì, ma eminentemente politica. L’idea è quella del “governo della città”, insomma, come già campeggiava in campagna elettorale e negli intenti trasmessi in quei primi mesi di passaggio tra vecchia e nuova amministrazione, un passaggio che, bisogna dirlo, se non ha modificato profondamente l’assetto del consiglio comunale ha rappresentato un cambiamento proprio nella “delega” alla politica del governo. Gli ultimi anni della vecchia amministrazione Mascaro erano stati connotati da una forte impronta civica – il clou raggiunto con la nomina degli assessori Gargano, Bambara e Stella – un governo specificamente più “tecnico” e che però concentrava proprio nella figura del sindaco – anche per un suo imprinting comunicativo molto diverso – la maggior parte della sua forza. Oggi, a distanza di un mese e mezzo dalle dimissioni dell’assessora al Bilancio Bifano, e di qualche settimana dall’assessora alle Opere Pubbliche De Sensi, il sindaco Murone continua a non sbilanciarsi nemmeno di un millimetro, mantiene una certa serenità e pare che della “tranquillità” voglia farne un vero punto di forza.
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