Senza consenso è stupro: a Campobasso il ‘no’ al Ddl Bongiorno | isNews
La manifestazione in piazza Vittorio Emanuele: “La riforma proposta non rappresenta un semplice adeguamento tecnico della norma sulla violenza sessuale, bensì una scelta politica e culturale grave e regressiva”
CAMPOBASSO. “Senza consenso è stupro”. È stato ribadito questa mattina piazza in piazza Vittorio Emanuele a Campobasso nel corso della manifestazione promossa dalla CGIL Abruzzo Molise e sostenuta da associazioni e rappresentanti del mondo politico e sociale, per esprimere una netta contrarietà alla proposta di modifica dell’articolo 609 bis del Codice penale, presentata dalla presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, e appoggiata dalla maggioranza di governo.
È stato ribadito che la riforma proposta non rappresenta un semplice adeguamento tecnico della norma sulla violenza sessuale, bensì una scelta politica e culturale ritenuta “grave e regressiva”.
Al centro delle critiche, la sostituzione del principio del consenso con quello del dissenso nella definizione del reato. Una modifica che, secondo le organizzatrici e gli organizzatori, rischia di riaprire uno spazio pericoloso: quello in cui la condotta della vittima torna sotto esame.
“Il consenso – ha evidenziato Manuela Vigilante, portavoce regionale della Conferenza delle Donne Democratiche del Molise – è il fondamento di una cultura giuridica che riconosce la libertà delle persone e attribuisce la responsabilità della violenza a chi la compie. Metterlo in discussione significa tradire gli impegni assunti dal nostro Paese, a partire dalla Convenzione di Istanbul”.
“Sostituire il consenso con il dissenso significa compiere un grave passo indietro, culturale e giuridico, che rischia di spostare ancora una volta il peso sulle vittime invece che su chi commette la violenza – il commento della consigliera regionale del PD Micaela Fanelli – Come delegata nazionale delle Donne Democratiche ho presentato, insieme al Gruppo Pd in Consiglio regionale, una mozione per chiedere il ripristino dell’impostazione originaria della legge, già approvata all’unanimità alla Camera e fondata sul principio del consenso libero, attuale e revocabile”.
La manifestazione di Campobasso rappresenta una tappa di avvicinamento all’iniziativa nazionale prevista per il 28 febbraio a Roma.
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