Bologna, arsenale e tritolo in casa: arrestato 85enne

Un vero e proprio arsenale nascosto in casa, con armi, munizioni e persino tritolo. È quanto hanno scoperto gli agenti della polizia in un appartamento di via Tinozzi, a Bologna, dove è stato arrestato Corrado Pizzoli, 85 anni, ora ai domiciliari in attesa della convalida del provvedimento.
L’intervento degli agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio è scattato dopo la denuncia di un parente, con cui l’uomo aveva avuto una lite. I poliziotti erano entrati nell’abitazione per eseguire un ritiro cautelativo di armi: Pizzoli risultava infatti detentore di 59 armi regolarmente registrate. Una volta dentro, però, gli operatori si sono accorti che la quantità di materiale presente era molto superiore a quella dichiarata.
Il sequestro di armi ed esplosivi
Dopo aver riscontrato irregolarità nella detenzione di diverse armi, gli agenti hanno avviato una perquisizione più approfondita, che ha portato al sequestro di armi, munizioni e materiale esplosivo da guerra detenuti illegalmente. Tra quanto rinvenuto figurano circa 70 munizioni di vario calibro, componenti di mitragliatrice, una granata, munizioni per cannoncino, un razzo lacrimogeno e anche tritolo. Vista la pericolosità del materiale, è stato necessario l’intervento degli artificieri, che per ore hanno lavorato insieme alla polizia per mettere in sicurezza l’arsenale e rimuoverlo dall’abitazione. Al termine dell’operazione, l’85enne – incensurato fino a quel momento – è stato arrestato.
Il passato dell’uomo
L’85enne aveva lavorato in passato in un’armeria di via Volturno ed era stato anche testimone nel processo ai fratelli Savi per la strage della banda della Uno Bianca, avvenuta proprio nell’armeria dove furono uccisi Lucia Ansaloni e Pietro Capolungo.
Il commento del sindacato di polizia
Sull’operazione è intervenuto il Coisp, che ha sottolineato la complessità dell’intervento e la professionalità del personale coinvolto. Il segretario generale provinciale Leo Pesce ha evidenziato come, nonostante la carenza di organico in alcuni settori del commissariato, gli agenti siano riusciti a portare a termine un’operazione delicata, garantendo la sicurezza dell’area e della comunità. Secondo il sindacato, l’episodio dimostra la necessità di rafforzare gli organici, in particolare in un quartiere come la Bolognina, dove anche le attività amministrative e di controllo possono avere un impatto diretto sulla sicurezza operativa.
Indagini in corso
Le indagini proseguono ora per chiarire la provenienza delle armi e del materiale esplosivo e per ricostruire da quanto tempo fossero custoditi nell’abitazione. Nel frattempo, l’anziano resta agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria, mentre il sequestro dell’arsenale ha permesso di mettere in sicurezza un quantitativo di armi e esplosivi che avrebbe potuto rappresentare un serio rischio in un contesto residenziale.
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