la trappola del Regolamento Europeo e la battaglia del Codacons
Il 14 febbraio 2026 rischia di restare negli annali come una delle giornate più difficili per il sistema ferroviario nazionale.
Quello che nelle prime ore era stato attribuito al maltempo si è rivelato, con il passare del tempo, un’azione dolosa che ha colpito due delle principali direttrici dell’Alta Velocità: la Roma–Firenze e la Roma–Napoli.
I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono al lavoro per ripristinare i collegamenti tra via di Salone e Villa Spada, mentre sul fronte giudiziario e politico si apre un nuovo caso, con migliaia di passeggeri rimasti bloccati per ore.
Sabotaggio mirato: cavi incendiati e sistemi in tilt
Le verifiche tecniche hanno escluso che i ritardi – fino a 120 minuti su numerosi convogli – siano stati causati esclusivamente dalla pioggia.
A determinare il blocco sarebbero stati atti di sabotaggio: manomissione dei pozzetti di ispezione e incendio doloso dei cavi di trasmissione dati e alimentazione.
Il danneggiamento ha provocato il blackout dei sistemi di segnalamento che regolano distanziamento e sicurezza dei treni ad Alta Velocità, imponendo rallentamenti e sospensioni su tratte cruciali per il traffico nazionale.
Il nodo dei rimborsi: cosa dice l’Europa
A sollevare il caso è stato il Codacons, che ha richiamato il Regolamento UE 782/2021.
La norma prevede che le imprese ferroviarie non siano tenute a corrispondere l’indennizzo automatico in caso di ritardo se questo è dovuto a «circostanze eccezionali» o a un «comportamento di terzi che non poteva essere evitato», come sabotaggi o atti vandalici.
In questo scenario, operatori come Trenitalia e Italo potrebbero invocare la forza maggiore per negare i rimborsi automatici, alimentando la rabbia dei viaggiatori già provati da ore di attesa e informazioni frammentarie.
Lo scontro politico
La vicenda ha innescato un acceso confronto istituzionale. Il deputato del Partito Democratico Andrea Casu ha puntato il dito contro il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, accusando il Governo di una gestione comunicativa inadeguata nelle stazioni, dove migliaia di persone si sono ritrovate senza indicazioni chiare.
Dura anche la presa di posizione dell’assessore regionale alla Mobilità Fabrizio Ghera, che ha definito gli autori dei sabotaggi «delinquenti e cretini», sottolineando il danno arrecato non solo ai passeggeri ma alla sicurezza nazionale.
Mentre proseguono le indagini per individuare i responsabili, resta il bilancio di una giornata nera per l’Alta Velocità italiana: treni rallentati, coincidenze saltate, stazioni congestionate e il rischio, per molti viaggiatori, di restare senza indennizzo.
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