Piemonte

il caso di Settimo Torinese e l’allarme sulla sanità pubblica

SETTIMO TORINESE – La carenza di medici di famiglia in Piemonte non è più un problema confinato alle aree montane o ai piccoli Comuni. Il caso di Settimo Torinese, città di 45mila abitanti rimasta senza la possibilità di scegliere un nuovo medico di base dopo la cessazione dell’attività della dottoressa Sara Capogreco, rappresenta un segnale evidente di una crisi strutturale della sanità territoriale.

La comunicazione inviata ai cittadini dall’Asl TO4 – con l’indicazione che nessun medico si è reso disponibile a subentrare – ha sollevato un duro intervento politico. I consiglieri regionali del Partito Democratico Daniele Valle e Alberto Avetta parlano di “dichiarazione di fallimento della sanità pubblica”.

Un problema strutturale, non un’emergenza temporanea

Nel 2026 in Italia andranno in pensione circa 11.400 medici di famiglia. In Piemonte, 765 medici hanno già raggiunto o stanno per raggiungere i 70 anni, soglia pensionabile. Attualmente i posti ufficialmente vacanti nella regione sono circa 600. Secondo la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, le nuove leve non riusciranno nel breve periodo a coprire nemmeno un terzo delle carenze.

Il risultato è che migliaia di cittadini restano senza medico assegnato, affidati a soluzioni tampone.

I provvedimenti ASL

Nel caso di Settimo Torinese, l’Asl TO4 ha garantito assistenza primaria tramite medici disponibili a rotazione, assicurando visite e prescrizioni. Una misura che evita l’interruzione del servizio ma che non può rappresentare una soluzione stabile.

Il dato più preoccupante è l’estensione geografica del fenomeno. A Novara risultano da assegnare 77 incarichi su 370 medici operativi, con circa 4.300 residenti attualmente scoperti. Nel Verbano-Cusio-Ossola sono addirittura 10mila i cittadini senza medico, a fronte di una carenza superiore a un terzo del fabbisogno necessario.

Anche la cintura metropolitana di Torino inizia a mostrare segnali di sofferenza, segno che la crisi della medicina territoriale sta diventando sistemica.

Medicina territoriale: tra annunci e carenze di personale

Durante la pandemia da Covid-19, il rafforzamento della medicina territoriale era stato indicato come priorità strategica. Oggi, tuttavia, la mancanza di personale rischia di svuotare di contenuto anche le nuove Case della Salute e le strutture finanziate con fondi pubblici.

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