“Ho detto a un ragazzo che non aveva il biglietto della metro e sono stato buttato a terra, mi ha menato come menano le persone anziane”: lo sfogo del Gabibbo
Silenzio, parla il Gabibbo. Pochi giorni dopo l’aggressione subita a Milano, l’iconico pupazzo di Striscia la Notizia ha rilasciato una vera e propria intervista al Corriere della Sera, raccontando che cosa è successo di preciso. “Semplicemente stavo facendo notare a un ragazzo (lunedì 9, a Milano, ndr) che non aveva fatto il biglietto per la metro, e sono stato buttato ripetutamente a terra”, rivela la voce del pupazzo più famoso della tv. Cercando di far notare al ragazzo che aveva cercato di infilarsi in metro senza il titolo di viaggio necessario, è stato spintonato e poi buttato a terra. “Mi ha menato come menano quelle persone anziane che si lamentano per il troppo rumore”, ironizza (ma non troppo) il Gabibbo. Nel frattempo, il ragazzo si è dato alla fuga, senza scuse né interazioni con la troupe di Striscia. “Spero solo che, una volta raggiunta la scuola, non si sia vantato del suo gesto con i compagni perché ormai la vigliaccheria sta diventando un merito”, aggiunge il pupazzo, che spiega: “Sia beninteso, io merito anche di essere aggredito per quello che rappresento: il populista catodico. Sono la pancia: non parlo, rutto. Se arringo in tv significa che in tv qualunque banale pupazzo, se moraleggia, può ottenere il massimo della credibilità e popolarità. Se fossi stato colpito in quanto simbolo ci stava eccome. Qui invece è stato tutto molto più banale: ti meno perché mi hai fatto un’osservazione”.
Tra le tante cose che il Gabibbo non pensava di poter mettere in curriculum, c’è dunque anche un’aggressione: in trentasei anni di tv, è la prima volta. In attesa dell’ultima puntata di questa stagione, giovedì prossimo in prime time, il pupazzo inventato da Antonio Ricci (che sia lui a rispondere a queste domande? Vista la raffinata ironia delle risposte, probabile), sottolinea “che se è normale aggredire gli insegnanti, è normale strapazzare anche un maître à penser come me”. Poi chiosa così: “Striscia deve tenere accesa questa fiammella di speranza per un mondo migliore e rispettoso a costo di essere malmenati”.
L’aggressione al Gabibbo ha stupito tutti – nonostante in quattro puntate ne siano capitate di ogni anche a Luca Abete, Moreno Morello e Rajae, con tanto di cameraman buttato in mare -, compreso Al Bano, che quella sera dava la voce al pupazzo: “È rimasto colpito dalla banalità dell’aggressione. Non se l’aspettava. La violenza è gratuita e non c’è nessuno che metta i dazi sulla violenza”. Ma il Gabibbo non molla ed è pronto a tornare in strada: “Bisogna riappropriarsi delle strade perché insegnano, è la maniera per rimanere con i piedi per terra e non vivere in una bolla”.
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