Tribunale garantisce 24 ore settimanali di sostegno ad alunno disabile. “Risorse non possono limitare i diritti”

Il diritto all’istruzione inclusiva è stato ribadito con forza dal tribunale amministrativo regionale di Campania, che con la sentenza 1009 del 2026 ha stabilito che a un alunno disabile dell’istituto comprensivo “Settembrini” di Maddaloni devono essere garantite 24 ore settimanali di insegnante di sostegno.
Il ricorso, presentato dalla famiglia del minore contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Ufficio scolastico regionale e l’istituto scolastico, chiedeva l’annullamento del Piano educativo individualizzato 2025/2026 nella parte in cui prevedeva solo 18 ore settimanali, insufficienti rispetto alla necessità effettiva di coprire l’intero monte ore di frequenza scolastica.
Profilo del minore e necessità di sostegno
Secondo quanto riportato nella sentenza, il minore è affetto da “ritardo mentale grave, che lo rende inabile al 100% in situazione di handicap grave”. Il linguaggio verbale è assente e la comunicazione avviene tramite gesti, suoni e mimica; non comprende i messaggi scritti. L’alunno necessita di accompagnamento negli spostamenti e presenta forti difficoltà di memoria a breve termine.
Il principio giuridico: risorse non possono limitare i diritti
Il Tar ha ricordato come, secondo una giurisprudenza consolidata e ribadita dalla Corte di Cassazione, la carenza di risorse finanziarie o organizzative non può giustificare la negazione dei diritti costituzionali. Ne consegue che l’amministrazione scolastica deve garantire il numero di ore di sostegno corrispondente alla frequenza scolastica del minore.
Provvedimenti e tempistiche
La sentenza stabilisce che, qualora l’amministrazione non ottemperi entro 15 giorni dalla comunicazione o notifica, sarà nominato commissario ad acta il responsabile della Direzione generale per il personale del Ministero dell’Istruzione. Il ministero è inoltre condannato al pagamento delle spese processuali, quantificate in 2.000 euro a favore del ricorrente.
Implicazioni
La decisione rappresenta un importante precedente nel campo dell’inclusione scolastica, sottolineando che i diritti degli alunni con disabilità devono essere rispettati integralmente, senza limitazioni dovute a problemi di bilancio o organizzativi. Il caso di Maddaloni richiama l’attenzione sulla necessità di un’attenta programmazione del sostegno educativo per garantire pari opportunità a tutti gli studenti.
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