Kallas: «L’Europa non è in declino, in molti vogliono unirsi a noi»
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Kaja Kallas e Christine Lagarde sono le figure di spicco dell’ultima giornata della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco
Kallas: «La Russia non è una superpotenza, la sua economia è a pezzi»
“Cerchiamo di essere lucidi riguardo alla Russia: non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitti, inclusi quattro anni di guerra su vasta scala, la Russia ha avanzato di poco rispetto alle linee del 2014. Il costo? 1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi, è scollegata dai mercati energetici europei e i suoi stessi cittadini stanno fuggendo. In realtà, la minaccia più grande che la Russia rappresenta ora è quella di ottenere più risultati al tavolo delle trattative di quanti ne abbia ottenuti sul campo di battaglia”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas, a Monaco.
Kallas: «Europa non è in declino, in molti vogliono unirsi a noi»
“Contrariamente a quanto alcuni potrebbero dire, l’Europa woke e decadente non sta affrontando il declino della sua civiltà. Anzi, le persone vogliono ancora unirsi al nostro club, e non solo i loro connazionali europei”. Lo ha detto l’Alta rappresentate Ue per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
“Quando ero in Canada l’anno scorso, mi è stato detto che oltre il 40% dei canadesi è interessato ad aderire all’Unione Europea, quindi la lista d’attesa è piuttosto lunga. Spero solo che chi aspetta da tempo non debba aspettare ancora a lungo”, ha detto ancora Kallas, sottolineando che “come mostrano i sondaggi, coloro che sono già membri vogliono che la loro Unione assuma un ruolo più forte nel mondo, per difendere i nostri valori, prendersi cura del nostro popolo e far progredire l’umanità”.
Rubio: «Usa figli dell’Europa, ma non assisteremo inermi al declino dell’Occidente»
dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco

MONACO – Era il discorso più atteso della Conferenza di Monaco, quello del segretario di Stato Usa, Marco Rubio. È finito con una standing ovation liberatoria, quando ha chiuso l’intervento assicurando che «gli Stati Uniti e l’Europa sono fatti per stare insieme». Gli «amici europei» temevano una riedizione dell’attacco shock del vicepresidente JD Vance, nella scorsa edizione della Conferenza, quando la frattura tra l’Amministrazione Trump e le democrazie liberali del vecchio continente è diventata eclatante.
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