Bove è tornato in campo 440 giorni dopo il malore: pochi minuti con il Watford a Preston – Calcio
Sono passati esattamente 440 giorni da quel malore improvviso, che ha lasciato Firenze e tutta l’Italia con il fiato sospeso. Finalmente, 440 giorni dopo, Edoardo Bove è tornato a fare quello che ama: rincorrere un pallone su un campo di calcio. Lo ha fatto per gli ultimi 4 minuti, più recupero, di Preston Noth End-Watford, finita 2-2, entrando al posto di Louza.
Bove in campo 440 giorni dopo il malore
Era il 1° dicembre del 2024 quando il ragazzo romano si era accasciato a terra durante un Fiorentina-Inter. La corsa in ambulanza in ospedale, l’intervento, i compagni in lacrime e la gioia dopo la guarigione. Da Firenze a Preston. Ma più che il dove, per Bove, l’importante era tornare a giocare una partita vera di pallone. Si è allenato per mesi, dall’estate. A gennaio, dopo settimane di trattative e visite approfonditissime, è arrivata la firma con il Watford. Il primo passo, il ritorno alla vita. O almeno: tornare a sentirsi un calciatore, a respirare lo spogliatoio, a mettere le scarpe e la divisa. E iniziare a togliersi dalla testa l’inevitabile paura. Ma per chiudere il cerchio serviva il ritorno in campo.
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Perché può giocare in Inghilterra e non in Italia
L’impazienza lo ha fatto friggere in panchina per 86 minuti. Quando il tecnico belga Edward Still lo ha richiamato: Edoardo, tocca a te. E lui ha ingoiato l’ansia tornando a fare il calciatore. La sua passione, il suo mestiere. Ha dovuto scegliere l’Inghilterra perché le regole sull’idoneità sportiva gli impediscono in Italia di giocare con il defibrillatore sottocutaneo, ma toglierlo non è un’opzione percorribile. Ha parlato con Erikssen, il danese ex Inter che come lui è crollato a terra con il cuore ghiacciato su un campo di calcio. E ha deciso che la Championship, serie B inglese, era il posto giusto per ripartire: 6 mesi, per capire reciprocamente l’effetto che fa. Ma il futuro è lì che lo aspetta. Un futuro iniziato 440 giorni dopo la paura che fosse tutto finito.
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