Cultura

Stasera in TV, Mrs. Doubtfire: il dramma dietro le risate con un indimenticabile Robin Williams

Questa sera, alle 21:14 su Twenty Seven, torna in televisione uno dei film più amati degli anni Novanta, una di quelle pellicole capaci di far ridere e commuovere allo stesso tempo. Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre, diretto da Chris Columbus nel 1993, rappresenta molto più di una semplice commedia: è un ritratto intenso e straordinariamente contemporaneo sulla paternità, sul divorzio e sull’amore incondizionato per i propri figli.

La storia ruota attorno a Daniel Hillard, interpretato da un Robin Williams al culmine della sua espressività artistica. Daniel è un doppiatore cinematografico dal carattere esuberante, sposato e padre di due ragazzini. La sua vita viene sconvolta quando la moglie decide di chiedere il divorzio, e il giudice gli concede solo visite limitate ai figli. Incapace di accettare la separazione dai suoi bambini, Daniel escogita un piano tanto folle quanto geniale: travestirsi da anziana governante britannica, Mrs. Euphegenia Doubtfire, per essere assunto come tata dalla sua ex moglie e rimanere così vicino ai figli.

Mrs. Doubtfire – Disney+

Il film si sviluppa lungo 125 minuti di pura magia cinematografica, dove la commedia si intreccia con il dramma familiare in un equilibrio perfetto. Chris Columbus, già noto per aver diretto Mamma ho perso l’aereo, riesce a costruire una narrazione che non scade mai nel ridicolo o nel patetico, mantenendo sempre una dignità profonda nella rappresentazione del dolore di un padre separato dai propri figli.

Il genio di Robin Williams trova in questo film uno dei suoi veicoli espressivi più completi. La sua capacità di passare dal registro comico a quello drammatico, spesso nello stesso momento, trasforma Mrs. Doubtfire in qualcosa di più profondo di una semplice commedia in maschera. Il travestimento non è solo un espediente narrativo: diventa metafora della lunghezza a cui un genitore è disposto ad arrivare pur di non perdere il legame con i propri figli.

La trasformazione fisica di Daniel in Mrs. Doubtfire richiese un lavoro impressionante di trucco e costumi. Ogni giorno, Williams trascorreva ore nella sedia del make-up artist per indossare la maschera in lattice, la parrucca grigia e gli abiti tipici di una signora britannica di mezza età. Ma è la trasformazione interiore del personaggio a rendere il film memorabile: Daniel impara progressivamente cosa significhi davvero essere un genitore, scoprendo che l’amore per i figli si manifesta anche nella capacità di prendersi cura delle piccole cose quotidiane.

La pellicola affronta con sensibilità anche il tema del divorzio, mostrandolo non come una sconfitta definitiva ma come una trasformazione dolorosa che può portare, alla fine, a una nuova forma di equilibrio familiare. Il film non demonizza nessuno dei due genitori: entrambi hanno le loro ragioni, le loro fragilità, i loro errori. È questa onestà narrativa a renderlo ancora attuale dopo più di trent’anni dalla sua uscita.

Sul fronte tecnico, la regia di Columbus si distingue per una messa in scena classica ma efficace, che non cerca virtuosismi ma punta tutto sulla forza della storia e delle interpretazioni. La colonna sonora contribuisce a sottolineare i momenti chiave senza mai risultare invadente, mentre il montaggio alterna sapientemente i tempi comici a quelli riflessivi.

Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre rappresenta anche un documento di un’epoca cinematografica in cui le commedie familiari sapevano ancora parlare agli adulti senza infantilizzare i contenuti. Il film non ha paura di mostrare il dolore, la solitudine, la frustrazione di un uomo che si sente privato del suo ruolo di padre. E proprio in questo sta la sua forza: nella capacità di far ridere mentre racconta qualcosa di profondamente serio.

La programmazione su Twenty Seven offre l’occasione per riscoprire o far conoscere alle nuove generazioni un classico che ha segnato la storia del cinema americano degli anni Novanta. Un film che, al di là del travestimento e delle gag esilaranti, pone domande fondamentali sul significato della genitorialità e sul valore insostituibile della presenza nella vita dei figli.


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