Società

La legacy di Milano Cortina 2026: quando lo sport diventa volano di trasformazione sociale

C’è un modo di vivere le Olimpiadi che va oltre i cronometri, le medaglie e le tribune gremite. È quello che guarda al dopo, all’eredità concreta che un evento globale può lasciare sul territorio. E Visa, partner storico dei Giochi, ha deciso di giocare questa partita puntando su tre pilastri: imprenditoria femminile, riqualificazione urbana e formazione digitale.

She’s Next: quando il podio è delle imprenditrici

La terza edizione italiana di She’s Next ha premiato cinque donne che stanno scrivendo storie di innovazione in settori diversissimi. Tra le oltre 200 candidature ricevute, spiccano progetti che vanno dall’artigianato europeo di nuova generazione (TA-DAAN di Roberta Ligossi) alla bellezza ispirata alla tradizione marocchina (Hamane Beauty di Hanane Yessou), passando per dispositivi indossabili per la riabilitazione (Equistasi di Milena Baroni), piattaforme digitali per atleti professionisti (Aced Sports di Carlotta Oggioni) e progetti di welfare culturale (Industria Scenica di Serena Facchini).

Il premio? Non solo beni e servizi fino a 10.000 euro, ma soprattutto accesso a formazione, tutoring e alla piattaforma Visa Practical Business Skills. Perché l’artigianato – settore che si è dimostrato particolarmente attivo – ha bisogno di digitale per competere, e le piccole imprese femminili hanno bisogno di rete per crescere. I numeri parlano chiaro: secondo uno studio Ipsos commissionato da Visa, il 95% delle PMI delle regioni olimpiche prevede un impatto economico positivo dai Giochi. L’obiettivo è trasformare questa aspettativa in realtà, fornendo gli strumenti per cavalcare l’onda.

Un giardino nel cuore dell’Isola: rigenerazione che resta

Nel quartiere Isola di Milano, tra via Pietro Borsieri e via Guglielmo Pepe, è nato uno spazio che racconta come si fa legacy urbana. Oltre 1.300 metri quadrati riqualificati, di cui 540 sottratti al cemento e restituiti al verde, con 14 specie arbustive per favorire la biodiversità e illuminazione LED che taglia i consumi energetici del 93%.

Il Giardino Pepe-Borsieri non è solo bello da vedere: è accessibile, con attrezzi sportivi per persone in carrozzina, comunicazioni in CAA, traduzioni LIS e una mappa tattile in Braille. C’è un campo da basket decorato dalla street artist @NineInThePaint, un murale di 11×3 metri firmato da Camilla Ginesi (@skyllowarts) – realizzato con finiture fotocatalitiche anti-inquinamento – e spazi dove famiglie, professionisti, giovani e anziani possono incontrarsi.


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