Marche

il 15enne di Ancona ha un mese di prognosi. Stretta sui compagni

ANCONA È stato dimesso con una prognosi di trenta giorni il 15enne nordafricano accerchiato e picchiato al Piano nel primo pomeriggio di venerdì dopo essere uscito da scuola. Il ragazzino ha lasciato con il padre il pronto soccorso di Torrette con una frattura alle ossa nasali, conseguenza della violenza subita tra la parrocchia dei Salesiani e il supermercato Coop, lato via Giordano Bruno. A scatenarla, un gruppetto di ragazzini, alcuni dei quali frequentano presumibilmente il suo stesso istituto scolastico. Nessun tentativo di rapina, solo calci e pugni per picchiarlo e fargli vedere di comanda.

Gli accertamenti

Sul caso stanno indagando gli investigatori della questura, che probabilmente interagiranno anche con la scuola della vittima per riuscire a risalire ai responsabili dell’aggressione. Un altro elemento che potrebbe dare una svolta alle indagini è rappresentato dalle telecamere installate nella Seconda Ancona. Verranno estrapolate le immagini e visionate per ricostruire quanto accaduto all’altezza dell’imbocca di via don Bosco, una stradina – quella limitrofa al parcheggio scoperto nei pressi della Coop – spesso frequentata da italiani di seconda generazione. Per procedere non serve la querela di parte, dal momento che è stato aggredito un minorenne.

I fatti

Tutto si è svolto poco dopo le 13. A un certo punto, il 15enne si sarebbe trovato davanti il gruppetto di aggressori, composto presumibilmente da cinque o sei ragazzi, alcuni dei quali frequentanti il suo stesso istituto scolastico. Una volta circondato, è partito il pestaggio con calci e pugni. Un cazzotto ha mandato ko il 15enne, spaccandogli il naso e facendogli uscire parecchio sangue. Dopo l’aggressione, la fuga del branco. Seppur sotto choc e dolorante, il ragazzo picchiato si è portato verso casa, raggiungendo via De Gasperi. Non si sa bene se per arrivarci abbia utilizzato il bus oppure sia riuscito a camminare.

Quando è scattato l’allarme al 118, erano circa le 14. Il volto del giovane studente era ridotto a una maschera di sangue. È stato portato dall’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette, accompagnato dal padre. Ad intervenire per una prima disamina dei fatti, gli agenti delle Volanti della questura che hanno raccolto il primo, ma frammentario, racconto del 15enne su quanto accaduto nei minuti precedenti. Fin da subito il cerchio si è stretto attorno ai compagni di scuola, ora in corso di identificazione.




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