Sardegna

Oltre il mito, la modernità: così Fois e i critici hanno svelato la Deledda europea a Mattarella – VIDEO

NUORO – In occasione del centenario del conferimento del premio Nobel per la letteratura a Grazia Deledda, la città di Nuoro ha accolto ieri, 14 febbraio 2026, il presidente della repubblica Sergio Mattarella. La visita del Capo dello Stato ha segnato l’apertura ufficiale dell’Anno Deleddiano, trasformando la ricorrenza del 1926 in un momento di riflessione sulla modernità di un’autrice che, come ricordato durante la cerimonia tenutasi ieri mattina al teatro Eliseo, ha saputo elevare il microcosmo della Barbagia a scenario universale delle passioni umane.

L'arrivo a Nuoro di Mattarella

L’arrivo a Nuoro di Mattarella

Ad attendere il presidente in una città blindata c’erano le massime autorità dell’Isola, tra cui la presidente della regione Alessandra Todde, il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, il presidente della provincia Giuseppe Ciccolini e la prefetta Alessandra Nigro, oltre a una folta rappresentanza del monto politico regionale, e gli studenti di alcuni istituti scolastici cittadini. Il momento centrale della giornatasi è svolto presso il TEN, dove l’ingresso del presidente è stato salutato da un lunghissimo applauso e dalle note dell’Inno di Mameli, eseguito dagli alunni della classe V-A dell’Istituto Ferdinando Podda (APPROFONDISCI) e, poco dopo, dalle commoventi melodie del brano A Diosa – Non potho reposare (APPROFONDISCI) , eseguita dal coro degli alunni del liceo musicale Sebastiano Satta, diretto dal maestro Alessandro Catte. Proprio in questo contesto, Mattarella ha voluto condividere un tocco di personale sensibilità di lettore, confessando di aver portato con sé, durante una recente pausa in montagna, alcuni classici della scrittrice come Il vecchio della montagna e Canne al vento, ritrovandovi le stesse forti emozioni provate negli anni della giovinezza e confermando così la “perenne modernità” della sua opera.

Il presidente Mattarella al Teatro Eliseo

Il presidente Mattarella al Teatro Eliseo

Nel corso della cerimonia studiosi e scrittori autorevoli hanno tracciato un profilo inedito della Nobel, slegandolo dai vecchi stereotipi folkloristici per restituirle il ruolo di intellettuale europea d’avanguardia. Il convegno ha evidenziato come l’eredità della scrittrice nuorese non sia un semplice cimelio del passato, ma una forza viva capace di ispirare ancora oggi le istituzioni e le nuove generazioni nel segno del riscatto e dell’autonomia culturale.

Lo scrittore Marcello Fois (foto S.Novellu)

Lo scrittore Marcello Fois

Il contributo di Marcello Fois è stato particolarmente denso: lo scrittore nuorese ha smontato l’idea di una Deledda confinata in una dimensione puramente locale, restituendoci un’autrice che ha compiuto un vero miracolo linguistico e geografico. Fois ha evidenziato come la scrittrice sia riuscita a trasformare Nuoro in una “metropoli dell’anima”, dove le dinamiche del destino e del peccato assumono una valenza universale pari a quella delle grandi saghe mondiali. Secondo lo scrittore, la forza della Nobel risiede proprio nell’aver reso la Sardegna un palcoscenico dove si recita il dramma dell’umanità intera, superando ogni provincialismo grazie a una narrazione che parla direttamente alla coscienza dell’uomo moderno.

L'intervento di Neria De Giovanni (foto S.Novellu)

L’intervento di Neria De Giovanni

Sulla stessa scia, Neria De Giovanni ha approfondito il respiro europeo della produzione deleddiana, ricordando che il Nobel del 1926 non fu un omaggio alla tradizione sarda, ma il riconoscimento a una “scrittura di confine” capace di innovare il romanzo psicologico novecentesco.

Il prof. Dino Manca (foto S.Novellu)

Dino Manca

L’analisi tecnica è stata poi completata da Dino Manca, che si è soffermato sulla precisione con cui la scrittrice analizzava il senso di colpa, e da Stefania Lucamante, che ha trattato la “rivoluzione silenziosa” di Grazia: una donna che ha saputo rivendicare un’autonomia intellettuale straordinaria per la sua epoca.

Stefania Lucamante (foto S.Novellu)

Stefania Lucamante (foto S.Novellu)

Il Capo dello stato ha messo in guardia dal considerare la sua opera come un reperto museale, invitando invece a rileggerla per trovarvi le risposte alle inquietudini del nostro tempo. Il suo intervento ha suggellato l’idea che questo centenario non sia solo una ricorrenza, ma l’occasione per riscoprire un’autrice che ha saputo vincere la sfida contro il tempo, proiettando Nuoro e la Sardegna nel cuore del dibattito culturale internazionale. Il discorso presidenziale ha messo in luce come Grazia Deledda sia stata capace di dare voce agli ultimi e di anticipare i tempi dell’emancipazione femminile, partendo da una terra che allora appariva marginale ma che, grazie alla sua penna, è diventata patrimonio del mondo intero.

Il presidente Mattarella nella casa di Grazia Deledda

Il presidente Mattarella nella casa di Grazia Deledda

La giornata è proseguita nel quartiere di san pietro, dove Mattarella, accompagnato da una delegazione ristretta, ha visitato la casa natale della scrittrice, oggi Museo Deleddiano. Tra quelle mura che ispirarono le pagine di Cosima, il Presidente ha potuto ammirare i nuovi allestimenti e il celebre telegramma che nel 1927 il Quirinale, allora sede reale, inviò per celebrare il trionfo svedese della scrittrice, ideale ponte storico tra le istituzioni e la memoria culturale del paese.

Il presidente Mattarella al Teatro Eliseo.jpg

L’uscita del presidente Mattarella dal Teatro Eliseo

Questa celebrazione nuorese non è stata soltanto un omaggio al passato, ma un’esortazione a investire sulla cultura come motore di sviluppo e riscatto per i territori, un concetto ribadito con forza sia dalla presidente Todde che dal sindaco Fenu. Prima di fare rientro a Roma, il presidente ha ricevuto l’omaggio di alcuni studenti che gli hanno consegnato un inserto speciale dedicato alla Nobel, suggellando un incontro che ha unito generazioni diverse nel segno di una donna che, un secolo fa, portò il cuore della Sardegna sul tetto del mondo letterario.


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