Kha e Merit, domani all’Egizio il racconto di un amore sbocciato 35 secoli fa

Sono trascorsi 120 anni da quando, il 15 febbraio 1906, Ernesto Schiaparelli, allora direttore del Museo Egizio, scoprì nella necropoli di Deir el-Medina la tomba intatta di Kha e Merit, una coppia di sposi dell’antico Egitto. Per l’occasione da Parigi sono arrivati in via Accademia delle Scienze il Pyramidion di Kha e il Libro dei Morti di Merit, per riunire dopo oltre un secolo gli elementi separati che provengono da quella tomba e dalla cappella funeraria annessa.
Il Pyramidion, custodito al Louvre, costituiva il vertice dell’elemento che coronava la struttura sepolcrale di Kha. Il Libro dei Morti di Merit, conservato nella Bibliothèque Nationale de France, rappresenta uno dei papiri funerari più preziosi e meglio conservati del Nuovo Regno.
Vissuti 3500 anni fa nel villaggio degli artigiani che decoravano le tombe dei faraoni nella Valle dei Re, i due sposi riposano al Museo Egizio circondati da 460 oggetti, tra sarcofagi, mobili, tessuti, boccette di profumi e unguenti e persino il Senet, uno dei giochi da tavolo più antichi del mondo. La sala che li accoglie è stata da poco riallestita con nuovi apparati e una nuova illuminazione.
Domani, domenica 15, dalle 15.30 il Museo Egizio ospita un incontro con esperti internazionali che racconteranno la storia della tomba attraverso tre momenti chiave: la scoperta del Libro dei Morti nel 1862, il ritrovamento della tomba nel 1906 e il restauro del Pyramidion nel 1923.
Il direttore Christian Greco racconterà in particolare la scoperta della tomba avvenuta grazie agli scavi di Ernesto Schiaparelli, mentre Hélène Guichard, direttrice del dipartimento Antichità Egizie del Louvre, illustrerà la campagna di scavi del 1923 condotta da Bernard Bruyère, che portò alla scoperta del Pyramidion.
Questo elemento architettonico e il Libro dei Morti di Merit rimarranno visibili nella sala di Kha e Merit fino al 10 agosto. “Inauguriamo il 2026 con prestiti eccezionali che testimoniano la forza delle relazioni scientifiche e culturali che il Museo Egizio ha intessuto in questi anni con le istituzioni museali europee – dichiara Greco – Il Pyramidion e il Libro dei Morti di Merit ci permettono di completare dopo 120 anni la narrazione di uno dei ritrovamenti più importanti della nostra collezione. Queste collaborazioni dimostrano che i musei sono nodi di una rete internazionale al servizio del pubblico”.
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