“Eroina con il fentanyl”, acceertamenti sulla dose da cui è partito l’allarme

Ci sarebbero ancora punti oscuri da chiarire nella vicenda della dose di eroina con fentanyl. Vicenda per la quale la Procura della Repubblica ha indagato tre persone con l’accusa di favoreggiamento in concorso. Indagini la cui chiusura è stata notificata in questi giorni. Da chiarire, in primo luogo, da dove provenga la dose in cui è stata individuata la percentuale di oppiode, un 5% che rappresenta un quantitativo molto alto, come il 50% di eroina. Una dose che sarebbe potuta essere letale eppure, secondo quanto accertato dalle indagini della squadra mobile, la tossicodipendente che avrebbe consegnato la dose in questione all’operatore di strada della cooperativa, indagato con un altro operatore a lui superiore e la responsabile della cooperativa stessa, non avrebbe ravvisato niente di anomalo nella droga, non per questo l’avrebbe consegnata. E poi quelle percentuali, da “laboratorio” tanto da far pensare a un confezionamento studiato a tavolino. Un sospetto che il procuratore Raffaele Cantone aveva esternato alcuni mesi dopo l’allarme lanciato nell’aprile 2024, alla luce dell’attività di monitoraggio delle piazze di spaccio della città. Controlli, con uomini sotto copertura, che avevano portato ad arresti, ma che non avevano evidenziato tracce del potente oppioide. Da qui il dubbio che quella dose abbia un’origine diversa, da chiarire. I tre indagati, come noto, sono accusati di aver ostacolato le indagini mentendo e chiedendo di farlo sull’identità dell’assuntrice. I due operatori, già sentiti, hanno spiegato che l’intento era quello di proteggere la tossicodipendente. La responsabile, non ancora sentita, probabilmente lo farà nei prossimi giorni.
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