Calabria

Catanzaro, Mancuso sulla sfida dimissioni: «Dico “no” a un salto nel buio»

Le modalità di avvio di questa crisi politica a Palazzo De Nobili non gli sono piaciute. Ma «la raccolta firme da parte dei consiglieri che vogliono arrivare alle dimissioni contestuali, e allo scioglimento dell’assise, è del tutto legittima». Mette in chiaro alcuni aspetti politici e puntualizza anche la sua posizione Filippo Mancuso, vicepresidente della Regione ed esponente calabrese della Lega, da molti indicato come possibile futuro candidato a sindaco per il centrodestra. Nel corso di una conversazione telefonica, indica prospettive, modi e tempi di gestione di una crisi che potrebbe modificare il quadro politico del capoluogo di regione. Peraltro a un anno e mezzo dalla fine naturale del mandato elettorale del sindaco Nicola Fiorita, a capo di un’amministrazione progressista che, negli anni, ha avuto anche l’appoggio di consiglieri provenienti dalle file del centrodestra.

Uno scenario delicato

Se da un lato Mancuso ritiene dunque legittimo il passo di chi, spinto dal malcontento verso l’operato dell’amministrazione Fiorita, ha deciso di provare a staccare la spina, dall’altro non lesina qualche frecciata a queste prime mosse del centrodestra: «Io non sarei andato dietro ad Azione, che non è una forza della nostra area, avrei ponderato meglio i passi da compiere». In particolare Mancuso si riferisce a quello che potrebbe accadere dopo, se l’operazione dimissioni andasse in porto (entro il 20 febbraio dovranno essere raccolte le adesioni, così da dare il tempo al notaio di preparare l’atto da depositare entro il 24). «Un discorso è puntare a far cadere l’amministrazione, un altro è trovare il candidato a sindaco. Il rischio altrimenti – sottolinea – è quello di fare gli stessi errori di quattro anni fa».
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