Spiaggia del Cannone, i Secessionisti: “Persi 500mila euro”
Talamone (Grosseto). La messa in sicurezza della spiaggia del Cannone di Talamone avrebbe dovuto essere avviata già la scorsa estate, utilizzando oltre 500.000 euro di risorse pubbliche disponibili attraverso il Documento operativo per la difesa del suolo. Invece, a causa di ritardi e grossolani errori procedurali del Comune di Orbetello, quei fondi non sono stati intercettati e l’intervento è saltato.
È quanto denuncia il coordinamento Secessione Talamone, che ha analizzato tutta dalla documentazione ufficiale acquisita, oltre che le risposte fornite dalla Regione Toscana e dal Genio Civile. Atti dai quali emerge che il Comune di Orbetello avrebbe potuto attivare per tempo le procedure di somma urgenza o inserire correttamente la richiesta di finanziamento nel portale regionale entro le scadenze fissate (prima il 10 aprile, poi prorogate al 30 aprile 2025). La richiesta formale, invece, risulta trasmessa solo l’8 maggio, fuori termine, e per di più con modalità non conformi a quanto previsto dalla piattaforma regionale dedicata.
«Non siamo di fronte a un evento imprevedibile dell’ultima ora, ma a una vicenda che si trascina da febbraio del 2025, dunque da un anno. L’amministrazione comunale di Orbetello aveva uno studio di fattibilità già pronto, con un quadro economico complessivo da circa 520.000 euro, e avrebbe potuto attivarsi tempestivamente. Invece ha perso tempo, non ha utilizzato la procedura di somma urgenza e ha presentato la domanda fuori termine. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una spiaggia chiusa per mesi e un intervento rinviato almeno al prossimo anno», commentano i portavoce del coordinamento Secessione Talamone, Antonio Cagnacci e Maurizio Damato.
La vicenda
Questa la dettagliata ricostruzione dei fatti. L’evento meteorologico accaduto tra il 12 e il 14 febbraio 2025 aveva provocato il dissesto del versante sopra la spiaggia del Cannone. Le immagini della frana iniziano a circolare già dal 18 febbraio. Nonostante ciò, l’ordinanza di interdizione dell’accesso alla spiaggia viene firmata solo il 19 maggio 2025, oltre tre mesi dopo l’evento. Nel frattempo, la Regione Toscana aveva dichiarato lo stato di emergenza regionale (Dpgr 33/2025). In quel contesto, il Comune avrebbe potuto: attivare immediatamente un intervento in somma urgenza ai sensi del Codice dei contratti pubblici; inserire nei termini la richiesta di finanziamento nel Dods 2025. Lo studio di fattibilità redatto dal Comune – relativo al consolidamento della scarpata in località Cannone – stimava un costo lavori di circa 400.000 euro, con un quadro economico complessivo di 520.000 euro comprensivo di spese tecniche. Dunque, l’importo richiesto era compatibile con le risorse regionali disponibili.
Tuttavia, secondo quanto ricostruito anche nelle comunicazioni regionali, la richiesta di finanziamento è stata formalizzata l’8 maggio 2025, oltre la scadenza prorogata al 30 aprile. Inoltre, non risulterebbe caricata correttamente tramite il portale regionale dedicato, modalità obbligatoria prevista per l’inserimento nel Dods. La conseguenza è stata l’impossibilità di accedere al finanziamento nell’annualità 2025.
Nella risposta del Genio Civile della Toscana Sud del 30 giugno 2025 si chiarisce inoltre che: la competenza gestionale della spiaggia e del versante è del Comune di Orbetello; non essendo stato attivato un intervento in somma urgenza, non erano applicabili le procedure di finanziamento emergenziale; l’intervento potrà essere eventualmente valutato solo nell’ambito della programmazione ordinaria, compatibilmente con le risorse future. Nel frattempo, la spiaggia è rimasta interdetta fino alla riapertura parziale disposta con ordinanza comunale n. 174 del 16 luglio 2025, a stagione estiva già avviata.
Il coordinamento Secessione Talamone sottolinea che «la questione non riguarda un conflitto tra enti, ma una responsabilità precisa: la gestione operativa dell’area e l’attivazione delle procedure spettavano al Comune. La Regione ha chiarito le proprie competenze in materia di opere a mare e difesa costiera su scala sovracomunale, mentre il consolidamento del versante sovrastante la spiaggia ricadeva nella sfera comunale. Non si può scaricare altrove ciò che non è stato fatto nei tempi giusti. La frana risale a febbraio. Le scadenze regionali erano note. Lo studio di fattibilità era pronto. Eppure, si è arrivati fuori termine. Talamone ha perso un’occasione concreta di mettere in sicurezza la propria spiaggia per un errore amministrativo che ha un nome e un cognome. È trascorso un anno e ora c’è il rischio concreto di avere una spiaggia non in sicurezza e a mezzo servizio anche per la prossima stagione. Occorre agire con urgenza e, allo stesso, tempo è indispensabile un’operazione di trasparenza: per questo chiediamo al Comune di Orbetello di rendere pubblici tutti gli atti relativi alla trasmissione della domanda di finanziamento, chiarire le modalità di invio e spiegare perché non sia stata attivata tempestivamente la procedura».
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