Economia

MilleMiglia, gli ex soci vincono la class action: “Due centesimi per ogni miglia posseduta”

ROMA – Il Tribunale di Roma accoglie (in gran parte) le richieste di 168 persone che aderivano al MilleMiglia, storico programma fedeltà della ormai estinta Alitalia (edizione 2018-2021). Queste persone, tutte titolari di un importante tesoretto di miglia, hanno promosso una causa collettiva, una class action contro Italia Loyalty Spa, ultima società cui il MilleMiglia era riconducibile. Una società ora proprietà di Trenitalia.

Nella causa collettiva, queste persone hanno sostenuto di non aver potuto ottenere biglietti di Alitalia (gratuiti o scontati, grazie alle miglia) per il precipitoso tracollo della ex compagnia di bandiera; e di non aver ricevuto biglietti neanche dalle compagnie alleate di Alitalia (dentro SkyTeam). Hanno anche lamentato un cambio unilaterale delle “regole del gioco” e di funzionamento del MilleMiglia che li ha penalizzati, dopo lo stop operativo di Alitalia.

Sulla base di questi argomenti, le 168 persone hanno strappato davanti al Tribunale di Roma un risarcimento di 2 centesimi di euro per ogni miglia che dimostreranno di avere avuto in portafoglio (al 27 ottobre 2021). Per i giudici, Italia Loyalty Spa non è stata conforme ai principi di buona fede contrattuale quando ha gestito la fase di passaggio da Alitalia attiva ad Alitalia ferma; dunque merita la condanna.

Una finestra ristretta

Alitalia ha comunicato lo stop ai suoi voli a partire dal 15 ottobre 2021. Eppure Italia Loyalty Spa ha informato i soci del MilleMiglia soltanto il 6 settembre 2021, cinque settimane prima. In questo modo ha concesso ai soci del MilleMiglia una finestra temporale troppo ristretta per permettere loro di prendere i biglietti.

Il premio principale, promesso ai soci, è così sfumato. E questi soci del MilleMiglia non hanno potuto neanche accedere ai biglietti di vettori amici di Alitalia, come Air France o Delta Air Lines, anch’essi membri dell’alleanza commerciale SkyTeam.

I 168 artefici della causa collettiva hanno infine mostrato ai giudici il catalogo originario dei premi che le miglia permettevano di ottenere (al posto dei biglietti). i premi garantiti nel nuovo assetto, con Alitalia ormai bloccata da una crisi letale, erano infinitamente meno appetibili di quelli promessi in origine.

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA 

La lesione dei diritti

Ora, è vero: il regolamento del MilleMiglia prevedeva che “termini e condizioni” per beneficiare dei biglietti potessero cambiare. Ma il Tribunale chiarisce che queste variazioni non possono tradursi in una lesione dei diritti già acquisiti dai consumatori. Tutte persone che avevano completato la raccolta punti.

Italia Loyalty Spa ha anche sostenuto di essersi imbattuta in qualcosa di più grande di lei come il fallimento di Alitalia. Ma questa argomentazione difensiva è stata respinta poiché la prestazione da parte dei consumatori (l’accumulo delle miglia) era già stata eseguita.

Un passaggio fondamentale della sentenza riguarda la quantificazione del danno economico subito dai soci. I giudici hanno respinto l’idea che i punti non avessero un valore economico convertibile, accogliendo invece la tesi dei 168 ricorrenti che chiedevano un parametro unitario per il risarcimento.

Ragionevole e proporzionato

In particolare, i ricorrenti hanno ricordato che il Regolamento del MilleMiglia imponeva loro di pagare 2,5 centesimi di euro per ogni miglia volessero comprare. Per questo hanno chiesto ora un risarcimento identico: 2,5 centesimi. il Tribunale ci è andato vicino fissando il ristoro – in via equitativa, in modo ragionevole e proporzionato – in 2 centesimi per ogni miglio posseduto.

A questa somma dovranno essere aggiunti la rivalutazione monetaria e gli interessi legali calcolati a partire dal 27 ottobre 2021 fino al momento del saldo effettivo.

La sentenza definisce con precisione anche i criteri per l’accesso a questo risarcimento, delimitando il perimetro della “classe” degli aventi diritto. Potranno aderire all’azione risarcitoria tutti i soci del programma MilleMiglia che, al 27 ottobre 2021, possedevano un saldo non inferiore a 12.000 miglia, soglia minima prevista dal Regolamento per l’ottenimento di un premio (biglietto o altro).

Il saldo

Per provare il proprio diritto, gli utenti dovranno produrre copia della comunicazione inviata dalla società con il saldo punti, oppure un fermo immagine estratto dal sistema informativo del proprio profilo; in caso di impossibilità di accesso, sarà valida anche la copia della richiesta formale di saldo inviata a Italia Loyalty Spa, documentando l’eventuale mancata risposta o rifiuto.

La causa collettiva viene vinta dai 168 ricorrenti. Ma persone estranee alla causa, che si trovassero nelle stesse condizioni dei ricorrenti, potranno aderire e ottenere lo stesso risarcimento alle stesse condizioni.

Il Tribunale ha aperto la procedura di adesione, fissando un termine perentorio di 150 giorni che decorreranno dalla pubblicazione della sentenza. Qualsiasi persona voglia unirsi all’azione dovrà versare 150 euro a titolo di fondo spese su un conto corrente dedicato.


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