cade la pista Marsicana, il Comune si affida a Zètema
Il futuro dell’Ippodromo di Capannelle finisce al centro di un nuovo caso politico-amministrativo che agita il Campidoglio e riaccende le tensioni sul destino dell’ippica romana.
Dopo il passo indietro della società vincitrice del bando ponte, l’amministrazione capitolina corre ai ripari con un affidamento in house: sarà Zètema Progetto Cultura a garantire la gestione dell’impianto nel 2026, in attesa di una soluzione strutturale.
Il dietrofront dopo l’aggiudicazione
La procedura si era chiusa formalmente il 9 gennaio con l’assegnazione a Marsicana Srl. Ma alla firma del contratto, entro i 30 giorni previsti, la società non si è presentata.
Una scelta che ha colto di sorpresa il Comune di Roma e che ora rischia di aprire un contenzioso.
Alla base del mancato via libera, secondo quanto riferito dall’azienda, vi sarebbero criticità legate alla documentazione tecnica dell’impianto: certificazioni di agibilità, attestazioni antincendio e sicurezza sul lavoro ritenute non complete. Non solo.
Marsicana avrebbe chiesto verifiche approfondite sullo stato del comprensorio, segnalando anche la presenza di occupazioni abusive e sottolineando l’impossibilità di assumere la piena responsabilità civile senza un quadro formale definito.
La linea dura del Campidoglio
Dal Campidoglio la replica è netta. L’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, parla di comportamento «incomprensibile», ricordando che le condizioni dell’ippodromo erano conoscibili prima della partecipazione al bando.
L’amministrazione ha quindi scelto la strada dell’affidamento diretto a una propria partecipata per evitare l’interruzione delle attività.
Zètema, società che tradizionalmente si occupa di servizi culturali e gestione museale, avrà ora il compito di assicurare la continuità operativa dell’impianto, scongiurando il blocco di corse e allenamenti.
Parallelamente, il Comune sta valutando possibili azioni legali per tutelare l’ente da eventuali danni derivanti dalla mancata sottoscrizione del contratto.

Le tensioni nel settore
La vicenda non passa inosservata nel mondo dell’ippica. Il presidente di Nuovo Galoppo Italia, il colonnello Giuseppe Satalia, contesta la tempistica delle obiezioni sollevate dalla società rinunciataria: chi partecipa a una gara pubblica – è il ragionamento – ha mesi per effettuare sopralluoghi e verifiche tecniche.
Intanto restano in sospeso le aspettative delle oltre 250 famiglie che gravitano attorno al galoppo romano, tra operatori, allenatori e lavoratori dell’indotto.
Una partita ancora aperta
L’affidamento in house rappresenta una soluzione tampone, ma non scioglie il nodo politico più ampio: quale modello di gestione per Capannelle nel medio periodo? Il caso rischia di trasformarsi in un banco di prova per l’amministrazione capitolina, chiamata a garantire legalità, sicurezza e continuità a uno degli impianti sportivi più simbolici della città.
Nel frattempo, la priorità resta una sola: rimettere in moto la macchina organizzativa e riportare le corse in calendario, evitando che l’incertezza amministrativa si traduca in un danno irreversibile per l’intero comparto.
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