Economia

Merci su rotaia in frenata: allarme sui lavori in Germania

Preoccupa l’andamento del traffico ferroviario merci in Italia. Gli ultimi dati elaborati da Fermerci, in vista della presentazione del rapporto annuale, indicano un calo del 3,5% dei chilometri percorsi dai treni merci sulla rete nazionale e una riduzione del 2,51% dei convogli movimentati nei porti. La flessione potrebbe accentuarsi nei prossimi mesi, complice il perdurare delle riduzioni di capacità previste anche per il 2026. A questo quadro già complesso si aggiungeranno gli imminenti lavori di adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria in Germania.

Sul tratto tedesco del corridoio Scandinavo-Mediterraneo sono previste chiusure e rallentamenti a partire da quest’anno, con effetti sulla principale direttrice commerciale tra l’Italia e il Nord Europa. Le conseguenze rischiano di essere rilevanti sia per l’economia italiana sia per quella europea. Un precedente esiste: l’interruzione della linea di Rastatt nel 2017. Secondo uno studio di Uirr (International Union for Road-Rail Combined Transport), la chiusura per sole sette settimane di quel tratto coinvolse numerosi stabilimenti industriali, provocando la sospensione di diverse linee produttive e un danno stimato in oltre 2,2 miliardi di euro.

Fermerci ha chiesto al governo italiano di attivare un confronto con quello tedesco per evitare una crisi del trasporto combinato. I rispettivi ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno manifestato disponibilità a individuare una soluzione condivisa. L’11 febbraio, dopo il bilaterale del 23 gennaio, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato un tavolo con gli stakeholder del settore. Per scongiurare uno spostamento massiccio dei traffici verso l’autotrasporto – con ricadute su sicurezza, efficienza energetica e decarbonizzazione – Fermerci propone: un coordinamento stabile tra i gestori delle infrastrutture europee; il mantenimento, durante i lavori, di una capacità operativa almeno tra il 70% e l’80%; l’istituzione di un fondo nazionale ed europeo per compensare i costi aggiuntivi; la sospensione temporanea delle penali per cancellazione.

“I lavori sull’infrastruttura ferroviaria europea – afferma Clemente Carta, presidente di Fermerci – dovrebbero ispirarsi al modello adottato da RFI, evitando di isolare per mesi intere regioni e distretti industriali. L’approccio proposto dal gestore tedesco rischia di generare danni economici diffusi e di compromettere le catene produttive internazionali”.


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