Irpef ai massimi, Gualtieri tagli l’aliquota
La leva fiscale torna a essere terreno di scontro politico in Campidoglio. A riaccendere la miccia è l’affondo dell’UGL Roma contro il sindaco Roberto Gualtieri, accusato di non aver tradotto in atti concreti la possibilità di alleggerire la pressione tributaria sui romani, nonostante il recente intervento del Governo.
Al centro della contesa c’è l’addizionale comunale Irpef, su cui la Capitale detiene un primato poco lusinghiero: Roma applica l’aliquota più alta d’Italia, al limite massimo consentito dalla normativa vigente.
Il nodo del debito e le risorse liberate
La critica del sindacato prende le mosse dal provvedimento varato a dicembre 2025 dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Il Governo ha stanziato oltre 500 milioni di euro per chiudere in via definitiva la gestione commissariale del debito storico capitolino, aperta nel 2008.
Un intervento che, nelle intenzioni, dovrebbe mettere in sicurezza i conti dell’ente e offrire margini di manovra più ampi sul fronte fiscale.
Secondo l’Ugl, proprio queste risorse “liberate” avrebbero dovuto rappresentare l’occasione per avviare una revisione dell’addizionale Irpef, senza compromettere l’equilibrio di bilancio.
Roma maglia nera
A pesare è il dato politico prima ancora che contabile: l’aliquota applicata in Campidoglio supera di un punto la soglia ordinaria nazionale, collocando la Capitale ai vertici della pressione fiscale locale.
Il segretario dell’Ugl Roma, Ermenegildo Rossi, parla di situazione “non più sostenibile” per lavoratori e pensionati. Alle dichiarazioni di apertura del sindaco su una possibile revisione dell’imposta, sostiene il sindacato, non sarebbe seguito alcun cronoprogramma né un segnale tangibile.
“Mantenere l’Irpef al livello massimo significa continuare a scaricare sui cittadini il peso di inefficienze che nulla hanno a che fare con il lavoro e con il reddito”, attacca Rossi.
La partita politica
Per l’Ugl, l’attuale assetto fiscale rappresenta una zavorra che rallenta la ripartenza economica della città e colpisce in particolare i redditi medio-bassi, già messi alla prova dall’inflazione e dal caro-vita nella Capitale.
Dal Campidoglio, al momento, non sono arrivate repliche ufficiali.
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