Friuli Venezia Giulia

Sandro Forte, l’allenatore di calcio che si ispira a don Bosco


“L’importante non è vincere, ma aver lottato bene”, disse Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne, creando quella nobile idea di sport che abbiamo ancora oggi, ma che non sono molti a mettere davvero in pratica. Vincere, infatti, sembra l’unica cosa che conta, come diceva la leggenda juventina Gianni Boniperti. Lo vediamo ogni weekend, sui campi verdi del gioco più popolare del mondo, il calcio: simulazioni, provocazioni, allenatori e tifosi sopra le righe. Ci siamo così abituati da non farci nemmeno più tanto caso. D’altra parte, quando le squadre di calcio sono aziende con fatturati milionari, sarebbe ingenuo, direbbero i più cinici e realisti, scegliere di perseguire i più puri ideali sportivi. Ma c’è qualcuno che nel suo piccolo si oppone a tutto questo. Sembra un allenatore di provincia come tanti, ma in realtà è molto diverso, e molto di più: il suo nome è Sandro Forte.Da Roma a Udine, la passione per don BoscoRomano classe 1960, Sandro ha giocato a lungo nei campionati dilettantistici laziali (“nei campi di patate, con i sassi”, dice lui) per poi trasferirsi a Udine alla fine degli anni ’80. Fino alla pensione, pochi anni fa, ha lavorato in…

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