Marche

«Sconfitta per tutti». Scaricati i video delle telecamere di sicurezza per scoprire gli autori


FANO «Questa è una sconfitta per tutti». Ieri il sindaco Luca Serfilippi appariva sconsolato, mentre commentava le scritte e gli arzigogoli vergati con la vernice azzurra sul bastione del Nuti. Il video è stato diffuso sui social, insieme con l’annuncio che il possibile vandalo (vandali?) è stato ripreso dalla videosorveglianza pubblica. Sono infatti numerose le telecamere nella zona del Pincio, dove si trova il bastione del Nuti. 

L’amministrazione comunale di Fano ha acquisito le immagini e le ha consegnate alle forze dell’ordine per l’avvio delle indagini sull’episodio. «Chiaro è che la giustizia farà il suo corso. Le indagini scattano in automatico, quando si deturpano beni pubblici, e i responsabili saranno individuati molto presto», ha assicurato il sindaco Serfilippi. Ha aggiunto che nel frattempo l’ente locale dovrà sborsare «almeno decine di migliaia di euro per cancellare le scritte».

«La storia il nostro orgoglio»

Una forma di vandalismo, impiastrare i segni storici della città, che purtroppo si ripete nel tempo. «A due passi dall’arco di Augusto – ha detto il primo cittadino – sono state imbrattate ancora una volta le mura storiche della città e del Pincio in particolare. È un gesto veramente deplorevole. Poche settimane addietro la città è salita alla ribalta internazionale per la scoperta della basilica di Vitruvio e allora mi chiedo: quale senso ha l’imbrattare la storia, quei piedi su cui poggia la nostra civiltà? Fano è una città ricca di testimonianze, si dovrebbero ammirare i suoi monumenti ed esserne orgogliosi, non deturparli. Questa è una sconfitta per tutti noi».

Sono all’interno del torrione le scritte che hanno rovinato un’opera realizzata nel 1464, chiamata bastione del Nuti dal nome del suo progettista (l’architetto Matteo Nuti). L’ennesimo scempio compiuto ai danni di mura storiche a Fano, che negli ultimi due decenni sono servite ora come tabellone per estemporanee indicazioni stradali oppure per appassionate dichiarazioni d’amore. Pochi giorni dopo la scoperta archeologica del secolo, il presidente del Centro studi, Dino Zacchilli, disse che dopo Vitruvio è necessario fare i vitruviani. Realizzare, quindi, una conoscenza della storia romana a Fano e la consapevolezza della sua grandezza, perché il primo urbanista della città (se è concessa la definizione) fu il principe degli architetti, un caposaldo della cultura occidentale come Vitruvio. Una conoscenza e una consapevolezza che farebbe tanto comodo anche a chi se ne va in giro a scarabocchiare con la vernice azzurra i torrioni del XV secolo.




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