Marche

Carezze hard nel letto del cugino, la madre accusa la nipote 16enne: «Si è inventata tutto»


ANCONA «Mia nipote viveva un disagio in casa, si è inventata tutto perché voleva attirare l’attenzione su di sé». Così, secondo la zia che ieri ha testimoniato in aula in difesa del figlio 38enne, a processo per violenza sessuale aggravata (e difeso dall’avvocato Milo Sabbatini), la ragazzina, all’epoca 16enne, avrebbe fornito un racconto di fantasia quando – pur non volendolo denunciare inizialmente – si è confidata con gli investigatori e ha ripercorso quello che il cugino le avrebbe fatto la sera del 26 dicembre 2021.

Lo choc

Si era fermata a dormire a casa di lui.

Mentre erano stesi sul divano a vedere un film, lui avrebbe tentato un primo approccio a luci rosse. Quando sono andati a dormire, sul letto si sarebbe avvicinato alla cugina per poi infilarle la mano sotto il pigiama, toccandole le parti intime. Il giorno dopo, la ragazzina (parte civile tramite l’avvocato Federica Battistoni) aveva raccontato tutto ai genitori.

«Due giorni dopo mi ha telefonato mia cognata – ha riferito la madre dell’imputato al giudice Roberto Evangelisti -. Mi ha raccontato quello che era successo, non potevo crederci. L’ho detto a mio figlio, che ha subito negato e si è preparato per andare a casa loro e parlare direttamente con la cugina, ma la madre non ha voluto. Io ho avuto modo di scambiare solo una frase con mia nipote. Mi ha detto: è la parola mia contro la sua. E da allora si sono interrotti i rapporti, anche se mia cognata ha continuato a cercarmi». I genitori dell’imputato in aula hanno negato anche di essere «increduli, disperati» e di essere «scoppiati in un pianto dirotto» quando erano arrivati a casa dei parenti per capire cosa fosse successo, come invece aveva riferito la sorella della vittima.

Che nel gennaio 2022 si è rivolta a un centro antiviolenza per intraprendere un percorso con una psicologa, anche lei chiamata a testimoniare ieri: «Aveva un profondo turbamento e stato d’ansia – ha detto – e provava un forte senso di colpa per aver sconvolto le dinamiche familiari. Ripeteva di sentirsi tradita dal cugino, con cui aveva un rapporto di estrema confidenza e non immaginava che sarebbe potuto arrivare a tanto». La sentenza è attesa per il prossimo 7 maggio.




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