Monologhi, commedie, ironia e riflessione: è ricco il mese di febbraio al Teatro Lyrick

Sono quattro gli spettacoli protagonisti, in questo mese di febbraio, del palcoscenico del Teatro Lyrick di Assisi, nell’ambito della stagione “Non c’è 2 senza… 5”, tra monologhi, commedia, ironia e momenti di riflessione. Prevendite su circuiti Ticketitalia e Ticketone. La stagione 2025/2026 del Teatro Lyrick di Assisi è organizzata da associazione culturale ZonaFranca, con la direzione artistica di Paolo Cardinali, in collaborazione e con il contributo della Città di Assisi.
Si inizia giovedì 12 febbraio alle 21.15 con “Fuori di tela”, spettacolo completamente nuovo, un colpo di teatro, firmato Filippo Caccamo, che torna in scena con un progetto originale, inedito e soprattutto irresistibilmente comico. Una produzione Talia Media, Teatro Verdi Montecatini Terme, Essevuteatro. Con la sua inconfondibile ironia Caccamo costruisce un vero e proprio universo scenico dove, partendo dall’arte, si riflette senza accorgersene, e si viene trascinati da un ritmo serrato fatto di gag fulminanti, dialoghi esilaranti, situazioni surreali, musiche originali, personaggi e scenografie sorprendenti. Uno spettacolo comico che alterna momenti di comicità pura a squarci più intimi, senza mai perdere la leggerezza e la sincerità che da sempre contraddistinguono l’artista. Fuori di tela è un mosaico colorato e imprevedibile, in cui ogni tassello, una canzone, una battuta, un ricordo, una risata, contribuisce a creare un’esperienza teatrale viva, fuori dagli schemi. È una confessione spudorata travestita da commedia, o forse il contrario. Più che uno spettacolo, un invito a lasciarsi andare. A ridere, a riconoscersi, a guardare anche i propri difetti come parte di un’opera unica e irripetibile, fatta di contraddizioni, sorprese e meravigliose assurdità. Una tela, fuori di tela!
Il 15 febbraio alle 21.15 si prosegue con “Totalmente incompatibili” di e con Corrado Nuzzo e Maria Di Biase. Un appuntamento che prende spunto dalla loro vita, anche di coppia, e da un’osservazione curiosa e ironica di quella degli altri. Co-produzione Agidi e Coop CMC/Nidodiragno. In contrasto tra di loro, in disaccordo con il mondo, felicemente inadattabili. Per Nuzzo e Di Biase non valgono né il detto “chi si somiglia si piglia” e neppure “gli opposti si attraggono”, perché nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure, nonostante questo, da svariati anni continuano a stare insieme nella vita e in scena: perché? Perché amano le diversità, perché si sentono dei pesci fuor d’acqua, perché sono degli outsider, ma soprattutto perché “con il loro disagio fatturano”. Con un metodo empirico consolidato questi due fini studiosi dell’animo umano cercheranno insieme al pubblico di codificare il presente, riducendo al minimo il confronto con il passato e la paura per il futuro. In questo spettacolo troveranno un punto di accordo o resteranno totalmente incompatibili?
Il 19 febbraio alle 21.15 spazio a “Che disastro di commedia” di Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields, traduzione Enrico Luttmann, con Massimo Genco, Alessandro Marverti, Valerio Di Benedetto, Matteo Cirillo, Igor Petrotto, Marco Zordan, Stefania Autuori, Viviana Colais, regia Mark Bell, produzione Lea Production. Il racconto prende forma tra una scenografia che implode a poco a poco su sé stessa e attori strampalati che, goffamente, tentano di parare i colpi degli svariati tragicomici inconvenienti che si intromettono tra loro ed il copione con estro e inventiva, tanto da non lasciare spazio a nient’altro che a incontenibili risate e divertimento travolgente. Tra paradossi e colpi di scena gli attori non si ricordano le battute, le porte non si aprono, le scene crollano, gli oggetti scompaiono e ricompaiono altrove. Tutto è studiato nei minimi particolari con smaliziato umorismo senza mai risultare artefatto o stucchevole. “Che Disastro di Commedia” racconta la storia di una compagnia teatrale amatoriale che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni ’20, nel West End. La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori stessi. La produzione si rivela una catastrofe e gli attori cominciano ad accusare la pressione, andando nel panico.
Infine, il 21 febbraio alle 21.15 e il 22 febbraio alle 16.30 sarà la volta di “Din don down. Alla ricerca di (D)io”, con Paolo Ruffini e la Compagnia Mayor Von Frinzius, e con Claudia Campolongo al pianoforte, diretto da Lamberto Giannini, produzione Vera Produzioni. Paolo Ruffini e gli attori della Compagnia Mayor Von Frinzius con “Din Don Down” stanno bissando il successo di “Up&Down”, il varietà irriverente che, dal suo debutto nel 2018, ha incantato il pubblico di tutta Italia, un vero e proprio fenomeno culturale che ha conquistato anno dopo anno un suo spazio nell’immaginario collettivo e nel patrimonio artistico italiano, con oltre 200 repliche in tutta Italia e più di 120mila biglietti venduti. Un successo che oggi si riconferma nell’apprezzamento del pubblico: un inedito happening comico, senza regole, che sovverte il senso più profondo di ciò che ci ostiniamo a definire “normale”, con l’obiettivo di sorprendere e incantare attraverso il giusto mix tra comicità, disobbedienza e tenerezza che già aveva segnato il successo di “Up&Down”. La vera novità sta nel tema al cuore dello show: laddove “Up&Down” compiva un’indagine sull’amore, “Din Don Down” abbraccia un nuovo grande concetto, quello di Dio. Ecco allora tornare in scena Paolo Ruffini, sempre intento a resistere alle sfrenate incursioni degli attori con disabilità della Compagnia Mayor Von Frinzius, in questo caso alle prese con tutti i dilemmi e le questioni che riguardano il divino, a prescindere dalle forme o dalle sembianze in cui ciascuno possa riconoscerlo. Spregiudicato, irriverente, a tratti dissacrante, “Din Don Down” è l’antidoto ideale per un’epoca che sacrifica ogni forma di leggerezza e audacia all’altare del “politicamente corretto”.
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