Trentino Alto Adige/Suedtirol

Casco in memoria degli atleti ucraini uccisi in guerra: squalificato skeletonista di Kiev – CRONACA



Il casco con i volti degli atleti ucraini caduti costa la squalifica a Vladylsav Heraskevych che non potrà prendere il via stamane alla gara di skeleton per i Giochi Milano Cortina.

La squalifica è stata decisa dalla giuria della Federazione internazionale di bob e skeleton «in seguito al suo rifiuto di conformarsi alle Linee Guida sull’espressione visiva degli atleti».

Netta la reazione dell’Atleta: «Continuo a lottare, ricorro al Tas, resterà una vergogna per il Cio. Credo che dobbiamo continuare a lottare per i nostri diritti. Ho detto fin dal primo giorno che non sono d’accordo con ciò che il Cio ci dice, quindi probabilmente presenteremo un ricorso al Tas e difenderemo i nostri diritti.

Altri atleti si stavano già esprimendo, e non hanno dovuto affrontare le stesse cose. Quindi, all’improvviso, solo un atleta ucraino in queste Olimpiadi verrà squalificato per questo casco, che non viola alcuna regola».




Heraskevych ha detto di provare “una specie di vuoto”, e ha invitato le televisioni a filmare l’ultimo allenamento «solo per onorare gli atleti ritratti con questo casco».

«Credo – ha ribadito – che non abbiamo violato alcuna regola. Vedo grandi incongruenze nelle decisioni, nella formulazione, nelle conferenze stampa del Cio, credo che il problema più grande sia proprio l’incoerenza. Credo fermamente nell’Isbf (la Federazione Internazionale di Skeleton e Bob) e il Cio sa che non sto violando alcuna regola. Di certo non avrò il mio momento a queste Olimpiadi, nonostante abbiamo ottenuto ottimi risultati nelle prove di allenamento. Credo davvero che avrei potuto essere tra i medagliati oggi e domani, ma non potrò gareggiare», ha concluso.

La squalifica dello skeletonista rimarrà nella storia come un «momento di vergogna per il Comitato olimpico internazionale, scrive su X il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga in un post sui social media. «Il Cio non ha squalificato l’atleta ucraino, ma la propria reputazione. Le generazioni future ricorderanno questo episodio come un momento di vergogna», afferma.



Scrive il Cio a propria difesa: «Nonostante i numerosi scambi e incontri di persona tra il Cio e il signor Heraskevych, l’ultimo dei quali questa mattina con la presidente del Cio Kirsty Coventry – riferisce la nota del Comitato olimpico – questi non ha preso in considerazione alcuna forma di compromesso».

Il Cio era molto interessato a che Heraskevych gareggiasse. Per questo motivo, si è incontrato con lui per trovare il modo più rispettoso per esprimere il suo desiderio di ricordare i suoi colleghi atleti che hanno perso la vita a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. L’essenza di questo caso non sta nel messaggio – sottolinea la nota – ma nel modo in cui voleva esprimerlo».

Heraskevych, secondo il Comitato olimpico, «ha potuto esporre il suo casco in tutte le prove di allenamento. Il Cio gli ha anche offerto la possibilità di esporlo subito dopo la gara, durante il passaggio nella zona mista».

Ricordando di aver allestito «centri multireligiosi» nei villaggi olimpici, e che è prevista la possibilità di indossare una fascia nera al braccio durante le gare, il Cio ricorda che «le Linee Guida sull’espressione visiva degli atleti sono il risultato di una consultazione globale condotta nel 2021 con 3.500 atleti provenienti da tutto il mondo.Hanno il pieno supporto della Commissione Atleti del Cio e delle commissioni atleti delle federazioni internazionali e dei comitati olimpici nazionali».

Il Comitato infine sottolinea che Heraskevych «ha ricevuto il sostegno nelle ultime tre edizioni dei Giochi Olimpici Invernali. In ogni occasione ha ricevuto una borsa di studio olimpica. In seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, il Cio ha anche istituito un fondo di solidarietà per lo sport ucraino, per sostenere la preparazione degli atleti per i Giochi Olimpici di Parigi 2024».




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