Umbria

Più di 1.300 chiamate in due mesi dal carcere: il ‘telefono bollente’ in mano ai detenuti


di Enzo Beretta

Quattro detenuti del carcere di Perugia sono accusati di aver utilizzato un cellulare per «effettuare chiamate a familiari e conoscenti» dietro le sbarre. I fatti oggetto delle contestazioni risalgono al periodo che va dal 9 maggio al 19 luglio 2022. Il reato contestato, per il quale oggi si è aperto il processo davanti al giudice Marino Albani, riguarda l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. 

I tabulati Le indagini sono state svolte dalla polizia penitenziaria che ha sequestrato un cellulare marca L8Star con una simcard Vodafone. Sono stati svolti approfondimenti mediante tabulati. C’era chi parlava con la sorella, chi con la madre, chi con la fidanzata, chi con la moglie.

Le telefonate «Le statistiche relative all’utilizzo dell’utenza oggetto di sequestro – si legge nel verbale della Penitenziaria – restituiscono un consistente flusso di traffico telefonico generato nel breve periodo in analisi e nello specifico 1307 contatti totali di cui 944 in uscita e 363 in entrata». 

Addetto alla manutenzione Il cellulare – è emerso – girava tra le celle del carcere anche grazie all’attività di addetto alla manutenzione della struttura penitenziaria svolta da un detenuto. Gli imputati – uno di Fabriano, uno di Roma, un moldavo e un albanese – sono difesi dagli avvocati Stefania Cecere, Barbara La Rosa (sostituita oggi da Fabiana Monaco) e Roberto Tittarelli. 

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