Lazio

sequestrati un milione di articoli non sicuri

Un milione di prodotti potenzialmente pericolosi sottratti alla vendita nel pieno della stagione di Carnevale. È il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza a Roma, partita da un controllo nel quartiere Esquilino e conclusa con un maxi sequestro in un deposito di Tor Sapienza.

Nel mirino dei militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano sono finiti articoli di bigiotteria e accessori per bambini, molti dei quali destinati proprio ai festeggiamenti del Carnevale 2026.

Il controllo all’Esquilino e la pista del magazzino

L’indagine ha preso avvio da una verifica ordinaria in un punto vendita dell’Esquilino. Durante l’ispezione, i finanzieri hanno individuato numerosi articoli di bigiotteria recanti la dicitura “nichel nei limiti consentiti”, senza che il commerciante fosse però in grado di esibire certificazioni o test di conformità a supporto.

Ulteriori accertamenti hanno evidenziato violazioni del regolamento europeo REACH, che disciplina l’utilizzo di sostanze chimiche e metalli pesanti nei prodotti destinati al contatto con la pelle, a tutela della salute dei consumatori.

Seguendo la filiera di approvvigionamento, i militari sono risaliti a un grande deposito a Tor Sapienza, dove era stoccata la maggior parte della merce. Qui è scattato il sequestro su larga scala.

Bigiotteria e costumi contraffatti

Il materiale bloccato riguarda due categorie particolarmente sensibili.

Da un lato, oltre un milione di articoli di bigiotteria ritenuti non conformi alle normative di sicurezza, privi di adeguate certificazioni sulle leghe metalliche impiegate.

Dall’altro, migliaia di accessori e costumi di Carnevale per bambini che riproducevano marchi noti – tra cui personaggi come Hello Kitty e i Pokemon – in violazione delle norme sul diritto d’autore.

Prodotti che, oltre alla contraffazione, sollevano criticità sul rispetto degli standard di sicurezza, compresi quelli relativi all’infiammabilità dei materiali.

Le accuse e la denuncia

Il rappresentante legale della società, ritenuto responsabile sia del punto vendita sia del magazzino, è stato denunciato alla Procura della Repubblica.

I reati ipotizzati sono frode in commercio, ricettazione e vendita di prodotti con segni mendaci.

IL VIDEO:

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