scontro politico e nodo Bologna

Nuovo fronte di tensione istituzionale tra governo e Regione Emilia-Romagna. Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge regionale che disciplina gli affitti brevi, approvata dall’Assemblea legislativa il 17 dicembre, dopo 48 ore di discussione in aula, con l’obiettivo di introdurre regole più stringenti in un settore cresciuto rapidamente, soprattutto nei centri urbani e nelle città a forte attrazione turistica.
La norma nasce con l’intento di mettere ordine nel mercato delle locazioni turistiche, facendo leva sugli strumenti urbanistici e sul ruolo dei Comuni, chiamati a gestire l’impatto delle locazioni brevi sulla residenzialità e sulla vivibilità dei quartieri.
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Cosa prevede la legge dell’Emilia-Romagna
Il provvedimento introduce una specifica destinazione d’uso urbanistica, denominata “locazione breve”, alla quale tutte le unità immobiliari utilizzate per questo scopo dovranno adeguarsi. La legge attribuisce ai Comuni la possibilità di intervenire nelle zone più sensibili, limitando la presenza di alloggi destinati alle locazioni turistiche e impedendo trasformazioni edilizie o frazionamenti finalizzati ad aumentare questo tipo di offerta.
Sono previsti anche standard più rigorosi per gli immobili, che dovranno rispettare requisiti stringenti in materia di sicurezza, igiene, efficienza energetica e conformità degli impianti, mentre le amministrazioni locali potranno introdurre ulteriori criteri di qualità edilizia per qualificare l’offerta e migliorare la vivibilità urbana. Un altro elemento riguarda la leva fiscale, con la possibilità per i Comuni di modulare i contributi di costruzione legati ai cambi di destinazione d’uso, aumentandoli o riducendoli fino al 30% per orientare il mercato.
De Pascale: “Impugnativa usata come strumento politico”
Dura la reazione del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale. “Si tratta dell’ennesimo segnale di scarsa cultura istituzionale e costituzionale del governo Meloni – ha detto –. La Corte Costituzionale ha già ben argomentato la piena titolarità a legiferare delle Regioni sugli affitti brevi nel caso della Toscana, ma il governo continua a usare l’impugnativa come uno strumento politico e non come una prerogativa costituzionale”. L’invito rivolto all’esecutivo è a concentrarsi su politiche abitative e incentivi alla riqualificazione alberghiera, ritenendo queste misure più utili per affrontare il tema del diritto alla casa.
La replica di Bignami: “Dichiarazioni sorprendenti”
Alle parole del presidente della Regione ha replicato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha definito sorprendenti le dichiarazioni di de Pascale.
Secondo Bignami, l’impugnazione rientra nelle prerogative ordinarie dello Stato e ha l’obiettivo di garantire un quadro giuridico certo, sottolineando come i rapporti istituzionali siano sempre stati improntati al rispetto reciproco.
Il caso Bologna e lo stop del Tar
Il tema degli affitti brevi è particolarmente sensibile a Bologna, dove il dibattito è acceso da mesi. L’amministrazione comunale ha tentato di introdurre limitazioni più stringenti attraverso la Variante urbanistica al Piano urbanistico generale per cercare di contenere la diffusione delle locazioni turistiche in alcune aree della città. La strategia prevede l’introduzione di una nuova destinazione d’uso, la B3, che distingue gli edifici residenziali a fini abitativi da quelli a scopo turistico-ricettivo, ponendo dei limiti alle locazioni turistiche, inclusi divieti per immobili piccoli (sotto i 50 mq) e zone specifiche. Le iniziative hanno sollevato critiche da parte delle associazioni di proprietari, come Confabitare, che ritengono la stretta dannosa per il diritto di proprietà e il mercato immobiliare.
Lo scorso 29 dicembre, inoltre, una sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Cleanbnb, attività di offerta al pubblico di case e appartamenti in locazione breve a uso turistico, e ha rilevato un difetto di forma nella variante del Pug che il Comune di Bologna sta adottando per modificare il regolamento relativo agli affitti brevi. L’assessore all’Urbanistica, Raffaele Laudani, ha parlato di “un aspetto meramente procedurale”, che di fatto lascia intatto il cuore della misura che vuole regolare gli affitti brevi. In pratica, la sentenza obbliga l’amministrazione a riaprire le osservazioni. Ovvero, il Comune dovrà accogliere i pareri di cittadini e altri soggetti interessati al provvedimento.
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